Caso Faurisson, il 14 giugno l'università ascolterà Moffa

Alessandro Biancardi

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Caso Faurisson, il 14 giugno l'università ascolterà Moffa
TERAMO. Dopo gli scontri di Teramo per l'arrivo del negazionista Faurisson l'Ateneo di Teramo si prepara a prendere «provvedimenti».E a Bologna viene proiettata una video intervista di Faurisson... LA CISAS CRITICA UNA EVENTUALE SOSTITUZIONE DEL PROF
Il Consiglio di Facoltà ha fissato per il prossimo 14 giugno la seduta che ha all'ordine del giorno "master Enrico Mattei in Medio Oriente:
provvedimenti", per valutare la situazione venutasi a creare in relazione all'inserimento, nel programma, di una lezione dello storico francese Robert Faurisson, noto come negazionista dell'Olocausto, invitato dal titolare del master, Claudio Moffa.
Il 14 giugno, quindi, il professor Moffa verrà ascoltato e dovrà ricostruire la sua versione dei fatti. Poi spetterà all'Ateneo decidere se prendere provvedimenti.
Fin dal principio l'Ateneo si era detto contrario all'arrivo del docente francese, e aveva tentato di osteggiare in tutti i modi l'evento, fino ad arrivare a chiudere la sede
universitaria. Così il professor Moffa, che ha sempre parlato di una ingiustificata strumentalizzazione politica è stato costretto a spostare il tutto in un ristorante, ma la lezione è poi saltata a causa di problemi di ordine pubblico.

E' andata meglio, però, venerdì scorso a Bologna quando il professor Moffa, ospite per un convegno sul terrorismo internazionale ha proiettato la videointervista a Faurisson. Prima della proiezione è stato fatto un referendum istantaneo su scheda da riempire con un sì o un no (il risultato è stato 45 sì e 2 no).
Intanto, per quanto riguarda la vicenda giudiziaria, il sostituto procuratore di Teramo Laura Colica ha chiesto al Gip il proscioglimento di Faurisson e Moffa, «perché il fatto non sussiste», per i reati di istigazione a delinquere e manifestazione non autorizzata, in relazione agli incidenti avvenuti in città con l'arrivo dello storico francese.
Il Gip avrebbe già accolto l'istanza del pm.


06/06/2007 9.35

LA CISAS CRITICA UNA EVENTUALE SOSTITUZIONE

Il sindacato Cisas interviene nell'ancora rovente dibattito seguito agli scontri e alle denunce sostenendo che un provvedimento di sostituzione, eventualmente adottato, oltre che violare i principi di cui all'articolo 33 della Costituzione, dell'articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/70) sarebbe lesivo della dignità dell'immagine e della professionalità del lavoratore in questione.
«Difatti», sostiene il segretario generale Cisas Università e Responsabile di Ateneo, Giacomo Meschini, «un provvedimento di tale portata, dovrebbe essere adottato non unilateralmente ma instaurando un contraddittorio ad hoc con il Prof. Moffa, il quale non è stato mai sentito a sua difesa, neppure dal collegio consultivo, malgrado l'avesse richiesto. A ciò aggiungiamo che il Prof. Moffa aveva spostato la lezione del prof. Faurisson dal Master al corso di insegnamento per il corso di laurea fin dal 10 maggio e che la quasi totalità degli studenti del master, come da lettere inviate ne approvano la linea didattica delineata dallo stesso Prof. Moffa».
Infine la Cisas fa presente che il prof. Moffa è stato prosciolto dal Pm, il 1 giugno scorso dall'accusa di istigazioni a delinquere e per questo sarebbe opportuno, dice la Cisas, che l'Università si astenga.

06/06/2007 12.17