Teramo. Nei boschi trappole per cinghiali rischiose anche per l’uomo

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Su segnalazione di un cercatore di funghi, ieri la Polizia Provinciale ha individuato una serie di trappole nei castagneti di Valle Castellana, a nord dell'abitato di Leofara (a circa 500 metri dal cimitero). La zona si trova all'interno del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga.
Le trappole, destinate con
ogni probabilità alla cattura dei cinghiali che nella zona sono molto numerosi, sono costituite da fosse profonde circa 2 metri (con base di circa 3 metri per 2) caratterizzate da pareti lisce e con il fondo ricoperto di aste in ferro acuminate lunghe almeno un metro.
Tali fosse, sia per dimensioni e modalità costruttive sia per il fatto che sono celate da frasche e foglie, avrebbero potuto costituire una trappola mortale anche per l'uomo, essendo localizzate lungo le principali strade di accesso ai castagneti, cioè in zone particolarmente frequentate da cercatori di funghi porcini.
«Dopo aver opportunamente e adeguatamente segnalato e transennato le buche insieme al Corpo Forestale – spiega il comandante della Polizia provinciale, Nadia Carletti -, abbiamo prontamente allertato le autorità competenti, sindaco, prefetto ed ente Parco Gran Sasso Monti della Laga, per la rimozione dei pericolosi arnesi e la bonifica del territorio circostante, che potrebbe celare altre trappole mortali. Intanto stiamo effettuando indagini per risalire agli autori di un gesto così irresponsabile».
Nel frattempo il Servizio Agricoltura della Provincia intende avvertire tutti i frequentatori delle località interessate, ed in particolare i cercatori di funghi, affinché prestino particolare attenzione.

05/06/2007 11.31