Il convegno: Il futuro della viticoltura e le coop abruzzesi

Alessandro Biancardi

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BOMBA. Il 18 aprile del 1957 nasce a Bomba la Sanmauro, la prima cooperativa sociale d’Abruzzo, un avvenimento destinato a determinare importanti riflessi socio-economici nell’intero comparto agricolo regionale. In Abruzzo infatti oggi operano circa 50 cooperative vinicole e olearie le quali da sole rappresentano oltre il 75% dell’intera produzione vitivinicola regionale, alla quale si aggiunge circa il 30% della produzione olearia.
Per questo suo importante ruolo, il mondo cooperativo si interroga sulle nuove ed importanti scelte necessarie per proseguire il percorso qualitativo intrapreso, che per l'Abruzzo significa consolidare il successo nazionale ed internazionale di critica e di mercato ma anche programmare una politica vitivinicola incentrata su alcuni dei principali valori alla base della nuova proposta dell'Unione europea per l'Ocm (Organizzazione comune di mercato per il settore vitivinicolo), ossia maggiore qualità e forte valore identitario delle produzioni.
Sono alcuni degli argomenti che verranno discussi nel convegno dal titolo “Il ruolo delle Cooperative nella nuova Ocm Vino” organizzato per domani, venerdì 1 giugno (ore 16,00) alla presenza di esperti nazionali del settore come Paolo Bruni presidente nazionale di Confcooperative-Fedagri, Gabriele Canali dell'Università S. Cuore di Piacenza e di Luca Lauro Segretario Generale del Comitato Nazionale Vini, e di personaggi quali il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni originario di Bomba, e Remo Gaspari, già Ministro della Repubblica, il quale visse in prima persona tutte queste trasformazioni e che partecipò all'inaugurazione della cantina insieme all'allora Ministro per il Mezzogiorno Giulio Pastore.
«Il traguardo dei 50 anni per la cooperativa Sanmauro di Bomba – dichiara il presidente Nicola Di Carlo – rappresenta un motivo d'orgoglio per tutto il sistema della cooperazione abruzzese, grazie al quale si pose un argine al fenomeno massiccio dell'immigrazione e dell'abbandono delle campagne negli anni '60, e si pose fine anche alla vessazione economica di tutti gli agricoltori della zona, che vivevano solo del raccolto di olive e di uva, da parte di commercianti senza scrupoli. Oggi proprio gli agricoltori sono al centro dell'attenzione perchè con il loro lavoro hanno contribuito a tutelare le bellezze paesaggistiche, a conservare le tradizioni rurali e ad esaltarne i prodotti».
«In quell'articolato contesto storico e socio-economico, poco più di un decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale, si rivelò vincente l'idea guida dei soci fondatori – ricorda il presidente Di Carlo – perché fu seguita da 275 agricoltori di Bomba e da tantissimi del circondario e dell'intera valle del Sangro ma anche dell'ortonese, e si diede il via in due anni alla costruzione del frantoio e della cantina. Chi mi ha preceduto ha avuto il merito di accendere tra le gente il fuoco dello spirito di cooperazione, svolgendo un'opera quasi eroica, all'insegna della solidarietà e della mutualità come valore fondante della cooperazione. Agli amici soci agricoltori e alle loro famiglie va il mio ringraziamento per avermi accompagnato in questi 23 anni».
E' curioso notare che in questi 50 anni alla Cooperativa Sanmauro di Bomba si siano succeduti soltanto tre presidenti: il fondatore Orazio Di Fabio, insegnante e Sindaco del paese dal 1957 al 1962; il parroco Mons. Napoleone Pellicciotta dal 1962 al 1984; l'attuale presidente Nicola Di Carlo rappresenta una compagine di oltre 450 soci.
«Oggi – conclude Di Carlo – occorre pensare a strumenti di politica agricola utili e di grande portata, e dall'altro ad una maggiore condivisione di interessi nella cooperazione vinicola e olearia abruzzese in maniera da sviluppare sinergie ed aggregazioni per poter affrontare e rispondere tempestivamente alle continue sfide del mercato globale».

31/05/2007 10.48