Parco Nazionale d'Abruzzo, stato di agitazione dei dipendenti

Alessandro Biancardi

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PESCASSEROLI. Con una comunicazione congiunta di Cgil, Cisl, Uil e Rdb, i sindacati dei lavoratori del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, hanno indetto lo stato di agitazione.
Le organizzazioni chiedono l'immediata apertura di un tavolo di confronto con i ministeri dell'Ambiente, del Tesoro e del Lavoro, per evitare che 36 lavoratori si vedano costretti a restituire complessivamente la somma di 1 milione e 119 mila euro, a loro erogata dal Pnalm dal 1995 al 2001, in quanto «somma relativa ad una contestata applicazione del Ccn».
Il tavolo di confronto servirebbe ad individuare soluzioni per evitare che siano i lavoratori a pagare un danno ingiusto per responsabilità gestionali imputabili all'allora vertice Amministrativo del Parco.
«Abbiamo più volte chiarito», si legge in una nota del Comitato del Parco, «che il direttore storico del Parco non è mai stato condannato per questa Indennità, che del resto Guardie del Parco e Forestali continuano regolarmente a ricevere. Ripetiamo ancora che ovviamente i dipendenti del Parco non debbono restituirla, perché "si tratta di emolumenti percepiti in completa buona fede, corrispondenti a prestazioni effettivamente rese"»

29/05/2007 10.37