Docente di Teramo in Alaska per studio sui cetacei

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Giovanni Di Guardo, docente della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo, è appena rientrato in Italia da Anchorage (Alaska), dove ha partecipato ai lavori della 59a Conferenza della Commissione Baleniera Internazionale, come componente della Delegazione scientifica ufficiale che ha rappresentato l’Italia alla Conferenza.
Di Guardo, associato di Patologia generale e fisiopatologia generale, ha ricevuto l'incarico dal Ministero delle Politiche agricole ed è intervenuto ai lavori del Comitato scientifico della Conferenza.
Quest'anno la Conferenza della Commissione Baleniera Internazionale si è arricchita di un evento di apertura: il primo workshop sulle patologie dei mammiferi marini. Giovanni di Guardo ha presentato al workshop uno dei tre report italiani: uno studio scientifico sui reperti post mortem osservati in una serie di cetacei spiaggiati lungo le coste adriatiche dal 2000 al 2006. I dati del report, confrontati con quelli di altre casistiche, hanno permesso di rilevare che la principale lesione osservata è rappresentata dalle polmoniti, spesso a eziologia parassitaria.
Giovanni Di Guardo, da oltre quindici anni, si occupa di patologie dei cetacei spiaggiati, con particolare attenzione allo studio delle infezioni morbivillari che, da circa un decennio, sono la causa di episodi di mortalità collettiva in più specie di mammiferi marini, in diverse aree del pianeta. È autore di numerosi lavori scientifici sulle patologie dei cetacei, pubblicati sulle maggiori riviste internazionali.
Ad Anchorage Di Guardo ha lavorato, in particolare, sui piccoli cetacei, ovvero su tutti i cetacei diversi dalle balene (delfini, orche, zifidi, ecc.).
La Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission) è l'organismo che regolamenta la caccia alle balene e la protezione dei cetacei in generale. Vi aderiscono 74 Paesi di tutto il mondo.
La Commissione si riunisce ogni anno e adotta regolamenti su limiti di cattura, metodi di caccia ed aree protette. Si compone di tre Comitati principali: scientifico, tecnico e finanziario amministrativo.
Il Comitato scientifico elabora un report con raccomandazioni e linee guide per la conservazione dei cetacei. Gli studi del Comitato rappresentano il punto di partenza per la fase successiva dei lavori della Conferenza, quella nel corso della quale i governi degli Stati membri si confrontano per elaborare scelte comuni da trasferire nelle legislazioni nazionali.
La International Whaling Commission fu istituita nel 1946 per favorire uno sviluppo coordinato dell'industria baleniera. In tempi più recenti si è mossa per una maggiore protezione dei cetacei, anche se alcuni dei Paesi membri sono ancora favorevoli alla loro caccia. Grazie alla Commissione, dal 1986 è in vigore una moratoria su tutta la caccia commerciale alla balena, con il rifiuto ad applicarla da parte di Norvegia, Unione Sovietica e Giappone. Dal 1994 è operativo il Santuario Baleniero del Pacifico Meridionale, che dovrebbe assicurare il recupero delle popolazioni mondiali di balene.

25/05/2007 15.00