Badanti in ospedale a Teramo: «trasparenza, un passo indietro»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L'associazione Robin Hood Federconsumatori ha verificato che la Asl di Teramo ha apportato delle modifiche al regolamento per la disciplina della assistenza integrativa privata non sanitaria presso i presidi ospedalieri.
In particolare sono cambiate le modalità di informazioni all'utenza «con un impoverimento», spiega l'associazione, «e il consequenziale peggioramento dei servizi offerte».
Nel vecchio regolamento era previsto che presso i reparti si affiggesse in bacheca l'elenco degli operatori autorizzati. Ma da qualche giorno non è più presente il costo massimo orario delle prestazioni, non è più presente la indicazione della partita iva né l'indicazione delle fasce orarie di copertura del servizio».
«La presenza della partita iva», spiega l'associazione, «pare non sia più obbligatoria per l'iscrizione all'albo ma determinava la possibilità di avere un documento fiscale che con la nuova finanziaria è deducibile dalla dichiarazione dei redditi ed era garanzia di una attività professionale».
L'assenza delle indicazioni delle fasce orarie di copertura determina invece l'impossibilità da parte dell'utente di orientare la proprie telefonate, quindi perdita di tempo e costi.
Ma ancor più grave è l'assenza della indicazione dei costi massimi «anch'esso elemento base di conoscenza per assumere un orientamento».
L'associazione invita l'Asl ad un ripensamento.


24/05/2007 9.56