«Centro di Fibrosi cistica al tracollo: ci rivolgeremo alla magistratura»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

669

TERAMO. Il centro specialistico della Fibrosi Cistica di Teramo al tracollo. «E' sempre andato avanti per l'abnegazione del suo responsabile ma adesso la situazione è insostenibile».
«A Teramo», spiegano i coordinatori dell'associazione abruzzese Lotta alla Fibrosi Cistica Sergio Vecchioli e Domenico, questo centro dovrebbe avere la sua sede, ciò sembra più una scocciatura che
un'opportunità: opportunità di convogliare specialisti di grado elevato, opportunità di offrire un contributo socialmente elevato a famiglie già duramente colpite dal male».
In realtà il Centro sulla carta esistente da circa 20anni ed istituzionalizzato da 14 da una precisa legge dello Stato, (la 548 del 1993), ma fin dalla nascita «ha sofferto di carenze strutturali ed umane ed è rimasto in piedi solo per l'abnegazione del suo responsabile Paolo Moretti».
Ma adesso si è arrivati al tracollo: «il dottore da solo non può più andare avanti», continuano Vecchioli e Claps, «e noi che usufruiamo di quella struttura saremo costretti a trovare rifugio in altre regioni, con notevole sovraccarico economico per le famiglie e per le casse già deficitarie della sanità regionale perché i costi per paziente quanto meno triplicheranno».
L'associazione ha tentato più volte di interloquire con l'amministrazione pubblica, «che ha sempre fatto orecchio da mercante».
«Quello che chiediamo è solo l'applicazione di un protocollo procedurale di bassissimo costo e l'assunzione del giusto e necessario numero di medici. Ma la politica, la pressione dei sindaci fa si che le cose rimangano inalterate».
L'intenzione dell'associazione è quella di far ricorso alla Magistratura «affinché le nostre istanze vengano accolte ed , in caso di responsabilità accertata , richiederemo danni morali e materiali per qualche milione di Euro tutti devoluti alla ricerca» .


22/05/2007 9.08