Vendita di alcolici a minori: La Fabbrica chiusa per 15 giorni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una festa di compleanno di un ragazzino di 15 anni, nella discoteca più “in” della città, una vera festa con tanti “invitati”.
Ma le cose forse sono sfuggite di mano ai gestori e così la Discoteca La Fabbrica è stata chiusa dalla polizia con un provvedimento che ne impedisce ogni attività per 15 giorni.
La contestazione grave è la somministrazione di alcolici a minori e invitati alla festa di compleanno contestuale ad una serata che invitva a fare baldoria per l'arrivo dell'estate.
Il problema sarebbe nato da alcune segnalazioni di genitori che, già nelle scorse settimane, avevano notato l'alterazione dei loro figli al ritorno a casa dopo le serate dello sballo obbligatorio.
Uno di loro nella festa in discoteca è persino stato ricoverato in ospedale per consumo eccessivo di “invisibile” (un cocktail ad alto grado alcoolico).
Dalle indagini della Divisione Anticrimine della Questura - già da tempo all'opera, in città, per attività di prevenzione in tal senso degli agenti è emerso che quella sera i ragazzi presenti in discoteca, prevalentemente studenti del primo e secondo anno delle superiori, hanno bevuto
superalcolici serviti direttamente ai tavoli in brocche, come previsto dal biglietto di ingresso che comprendeva due consumazioni per 10 euro.
Due persone, titolari della società che gestisce la discoteca, sono stati denunciati per violazione dell'articolo 689 del Codice Penale, che vieta la vendita di alcolici a minori di sedici anni.
18/05/2007 14.50

ASSOCIAZIONE CODICI:«CONTINUIAMO COSI'»

«Plaudiamo all'operato delle forze dell'ordine ed agli operatori della Asl di Pescara, che hanno segnalato l'episodio alla Questura, - dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici-, ma quello della vendita di sostanze alcoliche ai minori di sedici anni, purtroppo, è una pratica assai diffusa in tutti i locali della penisola, che siano discoteche o semplici bar. Se si facesse un controllo, in tutti gli esercizi in cui sono venduti alcolici, si evincerebbe senza dubbio la totale noncuranza da parte dei gestori nel servirli ai ragazzi, senza preoccuparsi della loro effettiva età».
Il caso giunto da Pescara solleva il grande problema, presente ormai solo in Italia, della libera vendita di alcolici ai ragazzini, una pratica che nel nostro ordinamento giuridico è punita solamente con una sanzione.
«Crediamo che sia giunto il momento di varare disposizioni legislative che prevedano il dolo o la colpa a carico di chi vende sostanze alcoliche senza prima accertarsi dell'età del richiedente, - asserisce Carmine Laurenzano, responsabile ufficio legale Codici-, in tal modo, l'Italia potrebbe rimediare a decenni di lassismo in materia di alcolismo, un argomento fino ad ora gravemente glissato dalle istituzioni».
Prevedere pene severe a carico di chi, per pochi soldi, infrange delle leggi a tutela dei bambini (perché sotto i sedici anni, se anche in carne ed in forze, si è certamente bambini), secondo il sodalizio, ovvierebbe al rischio di istigare i giovani all'alcolismo nonché al verificarsi di episodi che, come ci testimonia la cronaca, possono anche sfociare in tragedie.
18/05/2007 15.34