A Chieti si riapre lo scontro sul teatro, Marrucino a sovranità limitata?

Alessandro Biancardi

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A Chieti si riapre lo scontro sul teatro, Marrucino a sovranità limitata?
CHIETI. Forse non è servita la pausa di riflessione, dopo il rinvio della delibera per affidare all’Atam la stagione di prosa del teatro Marrucino.

 

Il lavoro della Commissione cultura e l’incontro tra i rappresentanti di maggioranza, chiamati a sbloccare l’impasse, è servito ad approfondire molti aspetti della convenzione con l’Associazione teatrale abruzzese e molisana. Poco chiaro appariva infatti che alcune clausole del documento che era state lasciate aperte con i puntini di sospensione. Ma quando si è trattato degli emendamenti da concordare per l’inserimento in delibera, sono scoppiati improvvisi contrasti che hanno fatto salire a mille la tensione, con il sindaco rimasto solo a difendere scelte forse non sue, ma di cui si è assunto la responsabilità. Sui contrasti interni all’amministrazione di centrodestra forse qualcosa si chiarirà nel consiglio comunale di questa mattina al momento della votazione, anche se oggi servono meno voti per l’approvazione, trattandosi di consiglio comunale in seconda convocazione.

Il vero motivo del contendere ieri è stato il terzo emendamento proposto dall’Udc e cioè la presenza di tre rappresentanti del Comune nel CdA dell’Atam: secondo quanto previsto in convenzione, i tre debbono essere “nominati” – cioè scelti motu proprio – dal sindaco. Secondo l’Udc, che ha insistito molto su questo aspetto, i tre nomi debbono essere “votati”, il che consentirebbe una rappresentanza sia della maggioranza che della minoranza in Consiglio.

Apriti cielo! «Non se ne fa niente - ha detto la maggioranza - qui comandiamo noi e decidiamo noi». «Ci spiace - ha risposto Alessandro Giardinelli, Udc – il nostro dna, la nostra tradizione prevede il rispetto delle minoranze. Ne riparliamo in consiglio, dove ripresenteremo questo emendamento». Lo scontro in realtà era stato preceduto anche da una performance di Silvio Tavoletta, Fli, che è stato spinto a diventare quasi opposizione, dopo il suo “dimissionamento” forzato da assessore alla Provincia per volere di An. E’ stato facile per lui evidenziare gli errori della delibera sull’Atam che doveva passare prima per le commissioni Regolamento (come prevede l’articolo 43 che disciplina i lavori del consiglio) e Cultura e poi approdare in aula. In più, di suo, ha aggiunto qualche perplessità sulle garanzie date dal sindaco sulla scelta di almeno tre spettacoli da proporre per la stagione di prosa: alla fine infatti la decisione se inserirli o no dipende sempre dall’Atam, che già nel recente passato ha detto no alla proposta del CdA del Marrucino. Il fatto politico devastante per la maggioranza resta dunque la perdita di “sovranità” sul Marrucino, la cui gestione emigra all’Aquila.

Sebastiano Calella  16/11/2011 9.37