Liste d’attesa e mammografie: disagi, dubbi e domande senza risposta

Alessandro Biancardi

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Liste d’attesa e mammografie: disagi, dubbi e domande senza risposta
CHIETI. Un Odg firmato da maggioranza ed opposizione del Comune per “la tutela dei servizi sanitari di Chieti” e per il ritorno del servizio “Recall” da accorpare con il Cup del SS. Annunziata.

Questa è la risposta politica contro le decisioni del manager Asl, Francesco Zavattaro, ritenute punitive per la città capoluogo condannata ad un ruolo di marginalità. L’Odg arriva dopo le polemiche sui ritardi per le mammografie e sul trasferimento del servizio “Recall” aspramente criticato dall’ex assessore Pd, Luigi Febo, secondo il quale il servizio di “richiamata” non ha sortito nessun effetto positivo sulle liste di attesa della mammografia ed è servito solo a spostare gli operatori da Chieti a Lanciano. E’ seguita una replica della Asl di Chieti:«le critiche per i ritardi nelle mammografie sono ingiustificate».

Qualche giorno fa un cominicato “netto” ed esplicito della direzione aziendale che esclude disagi e proteste.

Sulle mammografie in particolare, la Asl difende a spada tratta l’innovazione della pre-lista, inventata per accelerare le prenotazioni di questo esame: tutto funziona bene, anzi meglio da quando Mariangela Galante l’ha creata: «ha consentito – sostiene al Asl - di effettuare oltre 300 prestazioni, attraverso turni aggiuntivi della Radiologia».

Ma basterebbe frequentare di persona qualche Cup per avere un’impressione diversa del funzionamento in generale delle prenotazioni e delle mammografie in particolare. Perché uno degli aspetti meno noti di questa vicenda è che oggi è impossibile prenotare di persona la mammografia, per la quale si deve per forza usare il telefono. L’operatore può solo inserire il nominativo nella pre-lista e non può dare appuntamenti per il 2011, per il 2012 e per il 2013.

Tralasciamo per il momento la regolarità della pre-lista, duramente contestata da Cittadinanza attiva che attraverso il presidente Aldo Cerulli ha segnalato il fatto alla Asl ed alla Regione e si appresta a farlo anche alla Magistratura, al Nas e a tutti gli organi competenti. Le domande che sporgono spontanee sono: se la Radiologia ha potuto creare 3 turni aggiuntivi per le mammografie inserite nella pre-lista, perché questi turni non sono stati offerti per la lista d’attesa originale?

Perché è stata sottratta all’operatore la possibilità di prenotare la prestazione richiesta di persona? Chi controlla ed utilizza la pre-lista? Questa corsia preferenziale per anticipare la visita si può prestare ad abusi e “comparaggi”? Come avviene lo scambio tra prenotazione ufficiale e prenotazione accelerata?

E si potrebbe continuare: ad esempio la Asl potrebbe specificare se i turni aggiuntivi sono a costo zero per l’azienda o se invece, in quanto tali, hanno un costo – tipo lo straordinario – per lo specialista o i tecnici che ci lavorano. Non basta: è tutto il sistema inventato da Mariangela Galante, la responsabile del settore Liste d’attesa, che fa sorgere qualche dubbio. Non tanto e non solo per il trasferimento del servizio a Lanciano (denunciato da Luigi Febo, consigliere Pd di Chieti), quanto per la gestione del personale assunto attraverso la Temporary che avrebbe dovuto assicurare la professionalità e la formazione degli addetti, che invece sembra carente o inesistente. Clientelismo?

«Ho consegnato al manager Zavattaro un elenco di nominativi che lavorano a Lanciano – spiega Aldo Cerulli, Cittadinanza attiva – ed ho segnalato presunte anomalie nelle assunzioni di Temporary. Aspetto risposte».

 Sotto accusa è anche la tecnica ad imbuto che costringe gli utenti ad una gestione solo telefonica della prenotazione, per accentrare il tutto a Lanciano. E si scopre che la pre-lista non è stata inventata solo per le mammografie, ma all’inizio dell’estate sarebbe stata proposta anche per altre prestazioni, tutte quelle che già si sapeva in anticipo come impossibili da soddisfare in quanto i servizi non avrebbero dato la disponibilità di visite e controlli. La pre-lista sembra cioè sempre più un contentino per tamponare le proteste degli utenti di fronte alle prenotazioni ad un anno e forse più. Poiché le liste di attesa non sono diminuite e le proteste aumentano, si è pensato di dire al cittadino: «ti iscriviamo in una pre-lista e poi ti chiamiamo noi». Così se ne va contento e speranzoso e non protesta. Cioè invece di incrementare la disponibilità delle prestazioni per diminuire le liste di attesa, si è scelta la via di una corsia preferenziale per alcuni. E questo viene spacciato per efficienza. Se poi si scoprisse che alcune di queste mammografie più rapide fossero dovute a qualche cancellazione di vecchie prenotazioni, la Asl non avrebbe ottenuto nessuno snellimento, ma l’aumento delle proteste, come si è puntualmente verificato visto che il problema non è stato risolto ed affrontato con l’aumento delle mammografie.

«Ci hanno informato anche di questo – conferma Aldo Cerulli – ma io non sono un esperto di computer, anche se so che con l’informatica tutto è possibile. Segnalerò anche queste prenotazioni scomparse e riapparse sotto altre forme». Ma i problemi del Cup non finiscono qui: spesso capita che alcuni tipi di prestazione – magari nuove - non sono inseriti nel nomenclatore, cioè nell’elenco che appare sul computer con l’indicazione del costo del ticket. Il che mette in seria difficoltà gli operatori, costretti ad inventare costi possibili. E finché è Asl su Asl, il problema è meno grave. Ma se la prestazione va fatturata ad altre Asl? C’è un possibile danno economico? Dunque da tempo non si aggiorna il nomenclatore, ma si gioca sulla pre-lista. Sorge il sospetto che si preferisca lavorare dove sono possibili più assunzioni. Tanto è vero che a Lanciano oggi lavorano molte più persone rispetto agli 8 addetti del Cup del SS. Annunziata che smaltisce 1000 utenti al giorno. Il prossimo comunicato Asl dovrebbe spiegare chi doveva aggiornare il nomenclatore, quanti addetti Temporary ha assunto a Lanciano e con quale criterio.

Sebastiano Calella 14/11/2011 8.03