Vasto, fogna a cielo aperto. Moretti: «qualcuno intervenga»

Alessandro Biancardi

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VASTO. Una fogna a  cielo aperto in una città bandiera blu. A Vasto, in zona frutteto dietro l’ex depuratore di via San Rocco un tratto della rete fognante vede la luce del sole, nascosta dalla fitta vegetazione, rovi e cespugli.

A denunciarlo è Stefano Moretti dell’osservatorio antimafia di inchiesta della Regione Abruzzo (presidio di Vasto) che mercoledì scorso ha presentato un esposto alla locale Procura della Repubblica, al Nucleo operativo ecologico di Pescara ed al Commissariato perché facciano chiarezza. «Un disastro ambientale», lo definisce Moretti, «non degno di una città a bandiera blu come Vasto». Secondo l’esponente dell’associazione, « “qualcuno” per alleggerire la pressione dei liquami che scorrono nella rete fognaria diretta al depuratore di Punta penna,  avrebbe aperto quel tratto consentendo la fuoriuscita dei liquidi».

E dove va a finire il materiale?

«In un laghetto artificiale», dice Moretti, «creato ad hoc, con il risultato che i liquidi vengono assorbiti dal terreno e finiscono nelle falde sottostanti ed inevitabilmente, per forza di gravità, vengono riversati in mare». Ci sarebbe poi un altro problema; a monte di questo tratto, i tombini che non riescono a contenere la pressione salterebbero in aria provocando lo sversamento dei liquami nei campi circostanti di Via Maddalena e fondovalle Lebba.

Sul posto sono stati condotti gli uomini del commissariato di Vasto.

«Questa situazione », continua Moretti avvelenato, «che non può non essere conosciuta dai politici e dai dirigenti perdura ormai da qualche anno senza che nessuno prenda provvedimenti. Io, con l’Osservatorio Antimafia della Regione Abruzzo ho tutta l’intenzione di costituirmi parte civile in un eventuale procedimento».  

E’ per questo che chiede al Comune una bonifica dell’area, un immediato intervento  e l’individuazione dei responsabili «di questo scempio», annunciando la redazione di un dossier sulla situazione vastese che verrà consegnato a breve alla sede italiana ed europea della Fee (Foundation for Environmental Education) . «Lo stesso dossier», precisa Moretti, «verrà inoltrato al senatore Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia».
mb   12/11/2011 11.23