Ospedale SS. Annunziata, pilastro sotto osservazione nell’edificio della Rianimazione

Alessandro Biancardi

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Ospedale SS. Annunziata, pilastro sotto osservazione nell’edificio della Rianimazione

CHIETI. Uno dei pilastri in cemento armato del Corpo F dell’ospedale SS. Annunziata di Chieti è sotto osservazione da qualche tempo per controllare la sua resistenza in caso di terremoto.

E non è escluso che sia necessario ricorrere ad un cerchiaggio per renderlo più sicuro. Si tratta di un intervento di rinforzo del pilastro, che oggi viene realizzato in vari modi: dalle “camicie” di acciaio speciale alle fibre di carbonio, oltre che con i tradizionali cerchi di metallo che aumentano la resistenza del pilastro allo schiacciamento. Dunque un intervento quasi di routine che però, se realizzato in ambiente ospedaliero, imporrebbe il temporaneo trasferimento dei reparti ospitati in questo edificio, tra cui quello di Rianimazione. Il che, con un effetto domino, provocherebbe almeno la parziale sospensione dell’attività assistenziale del SS. Annunziata, anche se per un breve periodo. Di qui la cautela nelle decisioni da adottare ed una certa segretezza di tutta l’operazione, affidata più ai documenti, alle relazioni, alle richieste al Tribunale per un accertamento tecnico preventivo. Questo spiega anche tutta una serie di sondaggi che sono stati effettuati nella parte interna e in quella esterna per tutta l’altezza dell’edificio del Corpo F, che si trova alle spalle della struttura che ospita il 118.

LA DITTA AL LAVORO

E’ stato proprio il via vai degli operai di una Ditta specializzata di Roma, impegnata nella verifica della stabilità antisismica del pilastro, che ha catturato l’attenzione dei dipendenti dell’ospedale e che ha provocato qualche ipotesi allarmistica, in mancanza di una spiegazione ufficiale della Asl. In realtà la ditta romana Stin, specializzata in questo tipo di controlli, ha vinto un appalto della Regione bandito in ossequio ad una legge del 2003 che impone un controllo “antisismico” per tutti gli edifici pubblici ritenuti strategici, come gli ospedali, e che è stata all’epoca sollecitata dalla Protezione civile. La Regione Abruzzo si è uniformata prontamente e con un bando di gara ha affidato  l’incarico di controllare gli edifici pubblici costruiti prima del 1984. La Stin ha ormai quasi completato il lavoro di verifica ed ha segnalato quelle che ritiene criticità da tenere sotto controllo, come in questo caso. Il che non equivale ad un’emergenza, ma solo ad una cautela, tanto che la Asl ha già chiesto al Tribunale di Chieti una perizia tecnica, una specie di incidente probatorio la cui udienza è stata fissata al 9 gennaio prossimo, proprio per fotografare lo “stato di salute” ufficiale del pilastro secondo un tecnico nominato dal Tribunale. Quindi al momento l’unica preoccupazione che c’è è solo quella per un eventuale trasloco temporaneo dei reparti per consentire la messa in sicurezza con il cerchiaggio del pilastro. A quanto se ne sa, l’intervento tecnico durerebbe una decina di giorni, un tempo breve che però metterebbe in seria crisi il SS. Annunziata che dovrebbe operare senza Rianimazione, Unità coronarica, Malattie infettive e Laboratorio analisi. Per il momento però l’ipotesi “chiusura temporanea” non è stata nemmeno presa in considerazione, sia perché è allo studio un cerchiaggio senza il trasloco dei reparti sia perché per il momento non c’è questa necessità. Quindi nessun pericolo di crollo, né annunciato né remoto, ma solo una precauzione maggiore nel dichiarare che tecnicamente la situazione antisismica dell’ospedale è sotto controllo. Il fatto è che questo ospedale, come altri edifici pubblici, è stato costruito negli anni ‘70, quando le norme antisismiche non c’erano o erano molto più blande.


PILASTRO DEBOLE PER CAUSE IGNOTE

 Di qui la necessità dei controlli e della messa in sicurezza, ove possibile. Il che avviene attraverso controlli e ripetuti sondaggi che hanno richiamato e richiamano l’attenzione anche dei visitatori. Per il momento il pilastro incriminato è solo quello numero 320 (in tutto il SS. Annunziata ce ne sono circa 500) e non è ancora chiaro se si tratta di un problema alla fondazione, al ferro o al calcestruzzo. Ipotesi quest’ultima che non sembra molto accreditata, perché se dipendesse dal cemento depotenziato il problema dovrebbe interessare anche gli altri pilastri vicini, costruiti in contemporanea. Il che non è. Si è pensato anche ad un errore nei calcoli, ma nella documentazione recuperata presso la Proger, che all’epoca progettò e seguì la costruzione dell’ospedale, nei progetti e nei calcoli rinvenuti al Genio Civile, nelle prove di carico, di schiacciamento e di resistenza del cemento non sono state finora rilevate irregolarità. Solo quel pilastro desta qualche perplessità e per questo i tecnici vogliono andare fino in fondo nei controlli: si tratta di decidere come intervenire per adeguarlo alla normativa antisismica attuale.

Sebastiano Calella  12/11/2011 10.00