Da Guardiagrele quarto ricorso al Tar per salvare l’ospedale

Alessandro Biancardi

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Da Guardiagrele quarto ricorso al Tar per salvare l’ospedale
GUARDIAGRELE. La Lista civica “Guardiagrele il bene in comune” presenta l’ennesimo ricorso al Tar contro le decisioni della Asl di Chieti che spostano a Chieti i finanziamenti destinati al locale ospedale SS. Immacolata.

Non è la solita protesta più o meno campanilistica: il problema di fondo sollevato dall’avvocato Simone Dal Pozzo, che firma il ricorso, è quello di sapere se l’ospedale di Guardiagrele è stato chiuso o no. Se cioè esiste un atto di “morte” chiaro e ufficiale del SS. Immacolata o se invece la Asl fa affidamento su una lenta asfissìa della struttura, svuotandola di personale e macchinari. Se così fosse, la scomparsa definitiva dell’ospedale sarebbe solo affidata alla sua mancata presenza nella programmazione del commissario e della Asl. Insomma una chiusura (chiamata riconversione) data per avvenuta senza una delibera o un decreto, ma ormai recepita dalla Asl. Come dimostra la decisione unilaterale di sottrarre a Guardiagrele mezzo milione di euro in investimenti al servizio dei cittadini. Di qui il ricorso al Tar della Lista civica che contesta duramente anche il silenzio dell’amministrazione comunale di centrodestra su questa “spoliazione”.

«Con questo nuovo ricorso notificato ieri (è il quarto della serie) – spiega l’avvocato Dal Pozzo - abbiamo chiesto l’annullamento dei nuovi provvedimenti in danno dell’ospedale di Guardiagrele. Abbiamo impugnato tre decisioni: la prima è il decreto 22/2011 con il quale è stato approvato il Programma Operativo 2011-2012 sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, omettendo ogni passaggio sulla reale situazione del nostro ospedale che grazie ai provvedimenti giudiziari è ancora formalmente aperto. Questo decreto impone forti misure sulla spesa del personale e non considera affatto lo sblocco del turn over e quindi la possibilità di nuove assunzioni.  La seconda decisione impugnata è il decreto 9/2011 che riguarda direttamente l’ospedale di Guardiagrele e che contiene dati aggiuntivi con i quali la Regione ha voluto rafforzare la sua decisione di chiudere il SS. Immacolata. La terza decisione impugnata è la delibera Asl n° 1170 del 6 ottobre, apparsa per qualche ora sull’albo on line dell’Azienda e poi misteriosamente scomparsa. La delibera prevede il dirottamento da Guardiagrele verso Chieti di 497.347,99 euro previsti per l'acquisto di attrezzature diagnostiche (un radiografo e due ecografi). La Asl, sul presupposto che noi contestiamo, della trasformazione dell’ospedale di Guardiagrele in un Presidio di Assistenza, cioè in un poliambulatorio, ha deciso di sottrarre al potenziamento del nostro ospedale di circa mezzo milione di euro».

 In effetti nella delibera si legge che «con la trasformazione del presidio ospedaliero in presidio territoriale di assistenza, così come previsto dalle delibere del Commissario ad acta, il finanziamento in essere va trasferito nel presidio ospedaliero clinicizzato di Chieti per l’acquisto di attrezzature ed apparecchiature da definire in fase progettuale». Nel ricorso si chiede anche al Tar di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale per chiedere una parola definitiva sul decreto del governo che ha annullato le decisioni del Tar stesso.

s. c.  12/11/2011 9.51