Asl Chieti: il caso del trasferimento a Lanciano del "servizio recall"

Alessandro Biancardi

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Asl Chieti: il caso del trasferimento a Lanciano del "servizio recall"
CHIETI. «Il trasferimento da Chieti a Lanciano del servizio “Recall” del Cup è un’altra tessera del puzzle che pian piano si sta ricomponendo e cioè relegare la città di Chieti  ad un ruolo secondario».

Lo sostiene Luigi Febo, già assessore Pd nella giunta Ricci, ed ora consigliere comunale di opposizione. Secondo la sua denuncia questa volta a saltare è stato il servizio di “richiamata” della Asl, effettuato in caso di prenotazioni troppo lontane nel tempo. Per Febo torna così in primo piano il problema irrisolto delle mammografie, che oggi vengono prenotate per il 2013, cioè tra più di un anno, e si fa più evidente che questo ennesimo “sgarbo” a Chieti è la conferma dell’irrilevanza politica del capoluogo nelle scelte del centrodestra. Di qui il suo appello:«E’ necessario ed urgente che le forze politiche cittadine salvaguardino i servizi della Asl per tutelare i diritti dei cittadini – secondo Febo – è altresì necessario che il Sindaco con tutti i rappresentanti politici di Chieti facciano sentire la propria voce per fermare questo percorso di smantellamento di servizi».

 La solita polemica strumentale sulle liste di attesa per dare contro il manager nominato dal centrodestra? Oppure una guerra interna all’opposizione nel Consiglio comunale, con una ricerca di visibilità di Febo? Non sembra, stando alle vicende più recenti della Asl su Chieti.

Prima la possibile vendita del vecchio ospedale civile, di cui il sindaco non era stato nemmeno informato. Poi la chiusura del back office, cioè l’ufficio calendari da cui dipendono le prenotazioni del Cup, con il trasferimento dei dipendenti, anche questa decisa all’insaputa del Comune. Quindi gli sforzi finora inutili del presidente della commissione comunale sanità per un’audizione di Zavattaro (la richiesta è di agosto). Infine il mancato coordinamento sindaco-Asl sulle vicende della casa di riposo di Chieti e del Maristella. Da tutto ciò sembra emergere un dato comune: la Asl decide per suo conto ed il sindaco Umberto Di Primio è costretto a rincorrere. In questo non lo aiutano di certo i suoi referenti politici che lasciano fare il manager, anche se poi il sindaco è sempre riuscito a riprendere in mano la situazione. Ma è indubbio che l’opposizione così ha buon gioco a mettere in graticola la maggioranza Pdl assente nel pianeta sanità teatino.

Il pericolo però è forse un altro: il ritorno di riti già conosciuti e vissuti, come il trasferimento del Cup da Chieti a Sulmona, quando il manager era Luigi Conga e Sabatino Aracu era il dominus di Forza Italia ed aveva interessi nella gestione dei call center. Anche allora, su un presunto cattivo funzionamento del Cup teatino, si imbastì un trasferimento che poi Mario Maresca, manager successivo, annullò, facendo rientrare il servizio a Chieti. Era ancora l’epoca delle due Asl provinciali e Michele Caporossi, manager di Lanciano, bandì un appalto per il servizio Cup della sua Asl che fu vinto da una società di Roma che assicurava il servizio di prenotazione telefonica a fronte di un canone annuo. Era un numero verde particolare, perché quell’848 costava all’utente lo scatto alla risposta e quindi non era completamente gratuito come il numero verde di Chieti, il cui servizio funzionava all’ex ospedale civile ed era assicurato gratis per l’utente con un numero senza scatto alla risposta, cioè verde-verde. Lo gestiva la società di lavoro temporaneo Temporary, che per anni ha ben operato, fino ad una piccola crisi recente che sembrava superata.

In realtà la crisi superata non era, perché le promesse di mantenere l’organico non sono state tutte mantenute ed il temporaneo default ha preceduto di poco il trasferimento del servizio “recall” che doveva funzionare da Chieti e che invece è emigrato a Lanciano. Quello che non quadra in tutto questo movimento è che al posto di un servizio già rodato ed efficiente (quello di Chieti), con personale formato con anni di lavoro, con 6 sostituti tutti in grado di coprire eventuali assenze, si è preferito spostare il servizio a Lanciano dove è stato assunto un personale ridotto nel numero, non esperto, ma di estrazione locale. Senza pensare ad un’operazione clientelare, questo trasferimento è sicuramente un gioco di prestigio di Mariangela Galante, responsabile del servizio, che così vinto il braccio di ferro con Walter Russo (con cui si è alternata nella gestione del problema liste d’attesa e Cup) il quale voleva potenziare Chieti ed il servizio senza ulteriori oneri per la Asl. E senza disservizi veri o presunti. Perché anche dietro la necessità di spostare il “recall” c’è a monte un’operazione mai chiarita, cioè la creazione di una pre-lista per le mammografie, che invece di snellire le richieste le ha fatte accumulare fin oltre a 1500-2000 prenotazioni spostando le prestazioni al 2013 e rendendo così indispensabile la “richiamata” per confermare le prenotazioni o per anticiparle in caso di rinuncia di qualche donna. «La prima cosa che salta agli occhi è l’assoluta inutilità di questo servizio e una sorte di presa in giro delle pazienti – spiega Luigi Febo - davvero si pensa che con una prenotazione per il 2013 una persona che ha bisogno di un’indagine diagnostica così importante, rimanga ad aspettare che qualcuno la chiami? Non sarebbe più corretto dire che le prenotazioni sono chiuse? E ancora: se è doveroso perseguire obiettivi di efficienza e di efficacia, come si giustifica un servizio nato per colmare un disservizio (i tempi lunghi per le prenotazioni) che comporta nuovi costi di gestione, siano essi costi del personale o per prestazioni di una qualsiasi società interinale?»

 Già: perché questa scelta? Le ultime notizie e le ultime proteste raccontano di un servizio che così funziona male, quasi alla rinfusa, con mammografie annullate senza motivo e con altre richiamate senza che sia passato l’anno tra una prestazione e l’altra e con molte donne che sono costrette a rinunciare alla scelta di Chieti, che era la sede preferita per questa indagine diagnostica.

Sebastiano Calella  11/11/2011 9.12

MAMMOGRAFIE A CHIETI, LA ASL:«SERVIZIO EFFICIENTE»

«Grazie alle soluzioni organizzative adottate per la gestione delle liste d’attesa relative alle mammografie, all’ospedale di Chieti da fine settembre a oggi sono stati fissati 330 appuntamenti, permettendo ad altrettante donne di eseguire i controlli rispettando le scadenze indicate dalle stesse».

Così la Asl di Chieti-Lanciano-Vasto che ricorda anche che  le liste sono riferite ai controlli, «perché le donne con sospetto diagnostico trovano subito risposta seguendo un altro percorso, che bypassa  il Cup e ne affida la gestione direttamente alla Radiologia. Le altre richieste, invece, finiscono inevitabilmente sulla lista d’attesa, che si allunga perché le due sedute settimanali ordinarie messe a disposizione dalla Radiologia per le mammografie non bastano a soddisfare una domanda sempre più elevata, anche a causa di una notevole mobilità attiva, che porta all’ospedale di Chieti moltissime pazienti provenienti da altre Asl, anche da fuori regione».

«Ecco perché», spiega la Asl, «sono stati attivati turni aggiuntivi, che consentono di aumentare il numero di posti a disposizione e rispondere al meglio alle esigenze delle donne grazie al sistema della pre-lista, utilizzato per eseguire gli esami nei tempi indicati dalla paziente. Questo vuol dire che se una paziente ha necessità di sottoporsi a mammografia entro un determinato periodo, riesce a farlo proprio attraverso la gestione separata della sedute aggiuntive: a ottobre, per esempio,  sono state chiamate quante avevano indicato di dover fare l’esame entro quel mese. E’ evidente che si tratta di una soluzione ragionata, adottata per rispondere al meglio a un  numero di richieste in costante aumento, perciò risulta insostenibile l’atteggiamento di chi con superficialità e arroganza vuole contestare e attaccare a ogni costo, senza nemmeno sapere come stanno realmente le cose».

Inoltre secondo la Asl i dati disegnerebbero una realtà diversa, che parla di 990 donne in lista d’attesa (e non 1.500) e «un’attività rilevante» del servizio di re-call che gestisce la pre-lista per le mammografie e le richieste per altre prestazioni più affollate.

«Da ottobre a oggi, infatti», spiega al Asl, «gli operatori hanno effettuato 4.982 chiamate, che hanno consentito di recuperare 288 posti liberi da prenotazioni annullate e anticipare 248 appuntamenti. Elevati anche i numeri del call center, grazie al quale 12 mila utenti possono effettuare prenotazioni telefoniche senza raggiungere fisicamente gli sportelli Cup, che viaggiano su una media di 40 mila prenotazioni al mese, per un totale di 510 mila nel corso del primo anno di attività del sistema unificato su base provinciale».

11/11/2011 14.09