Maristella, arrivano gli stipendi e Neuromed rinuncia all’acquisto

Alessandro Biancardi

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CHIETI. I soldi arrivano, Neuromed no. Per Maristella, l’Istituto di riabilitazione di Chieti venduto all’asta, ieri è stata una giornata vissuta sul filo delle emozioni e della speranza.

Ma anche dello sconcerto per il mancato acquisto da parte dell’Istituto neurologico mediterraneo che si era aggiudicato la struttura riabilitativa dell’ex Gruppo Angelini. Per fortuna a rasserenare gli animi dei dipendenti senza stipendio da oltre sei mesi, a fine giornata si è avuta la conferma che il manager Asl Zavattaro ha firmato il pagamento degli arretrati e che quindi è in preparazione l’accreditamento delle somme. Il che consentirà al curatore di pagare a giorni sicuramente uno stipendio, forse due.

Sul fronte della vendita all’asta, ieri Francesco Cancelli, il delegato della curatela, ha atteso dal notaio l’arrivo di qualcuno che potesse firmare il contratto definitivo, ma è stata un’attesa inutile. Era già chiaro comunque da giorni che Neuromed non voleva più firmare, dopo il mancato accordo con i sindacati sul piano industriale. Questo passo indietro per l’acquisto apre ora un contenzioso per la restituzione dei 130 mila euro che al momento dell’aggiudicazione provvisoria Neuromed versò al curatore e che ora rivorrebbe indietro. Sembra infatti che sia già pronta un’istanza al giudice delegato da parte dell’Istituto di Pozzilli dove si giustifica il “ripensamento” con presunte omissioni della curatela, accusata di aver nascosto agli acquirenti il reale stato di Maristella rispetto all’accreditamento. In particolare non avrebbe informato gli acquirenti delle difficoltà dell’Istituto di riabilitazione ad ottenere dal Comune l’autorizzazione definitiva all’esercizio dell’attività sanitaria. Infatti Neuromed lamenta nell’esposto (ma lo aveva già detto durante gli incontri con i sindacati) di non essere stato messo a conoscenza dell’ultima comunicazione Asl, spedita quattro-cinque giorni prima dell’asta, nella quale si evidenziavano problemi irrisolvibili per l’accreditamento definitivo. Da parte sua la curatela si difende rinviando al mittente le accuse di “omissione”: intanto perché sarebbe stato Neuromed ad omettere la lettura del bando di gara dove erano elencate tutte le criticità esistenti, così come era noto il cronoprogramma per l’adeguamento della struttura ai requisiti della legge per l’accreditamento definitivo che dovrebbe scattare a fine 2012, salvo proroghe. E come risulta dal verbale del primo incontro sindacale, lo stesso Cancelli aveva dimostrato che la lettera del Comune e della Asl era pervenuta dopo l’asta.

Inoltre, come peraltro è stato spiegato bene durante l’incontro dei dipendenti Maristella con il sindaco di Chieti, non è possibile negare l’accreditamento predefinitivo se anche è ipotizzabile che non ci potrà essere quello definitivo. Sarebbe una forzatura che non fa i conti con la realtà di quasi tutte le strutture sanitarie pubbliche e private che si stanno adeguando alle prescrizioni della legge 32 sull’accreditamento. Una legge, tra l’altro, così difficile da applicare che già da tempo si parla di un suo ammorbidimento, se non di una sua sostituzione con altri provvedimenti più semplici da adottare. C’è poi un asso nella manica del curatore che rende difficile l’accoglimento della richiesta di restituzione della cauzione così motivata: è chiaramente scritto nel bando non solo che era possibile “toccare con mano” la situazione di Maristella (in particolare “le pertinenze promiscue” dovute al fatto che l’Istituto opera all’interno da Villa Pini, cosa ampiamente nota a Neuromed che a Villa Pini era di casa da anni), ma è previsto pure che nell’ultima settimana prima dell’asta non è possibile modificare i dati della vendita. Ora, come detto, la decisione finale sulla restituzione della cauzione tocca al giudice delegato.

Non sono questi naturalmente i soldi che serviranno a pagare gli stipendi. Le pressioni politiche e sindacali (anche Uil e Cgil si sono mosse pesantemente), ma anche la buona volontà del manager Asl hanno consentito di sbloccare i pagamenti arretrati. E a giorni finalmente potrebbe arrivare una tredicesima anticipata (cioè due stipendi arretrati) dopo tante attese e tanti sacrifici. E i malati? I 35 assistiti vivono nell’atmosfera ovattata di Maristella senza risentire delle dispute esterne, salvo le ripetute visite per il setting assistenziale già definito e rivisto dalla Asl. Il timore è che la frenesia del risparmio a tutti i costi possa produrre un risultato punitivo per questi malati che sono tutti affetti da insufficienza mentale, più o meno grave, e da mancata autosufficienza. Pensare per loro un futuro in una residenza per anziani, con una minore assistenza e nessuna riabilitazione, potrebbe essere una dichiarazione di morte annunciata (e non presunta).

Sebastiano Calella  10/11/2011 9.59