Maristella: Di Primio si impegna a sollecitare i pagamenti Asl

Alessandro Biancardi

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Maristella: Di Primio si impegna a sollecitare i pagamenti Asl
CHIETI. Anche il sindaco di Chieti scende in campo dopo l’incontro di ieri con i dipendenti del Maristella, l’Istituto che assiste 35 malati con insufficienza mentale.

Di Primio chiederà al manager Asl di pagare al più presto gli stipendi arretrati.

In realtà l’operazione è più complessa, perché prima Francesco Zavattaro, come direttore generale Asl, deve sbloccare il pagamento delle fatture ed erogare al curatore fallimentare le somme arretrate (fin dal 2010) e controllate. Sarà poi il curatore a firmare gli stipendi già pronti e a consegnare le buste paga. Un calvario che già conoscono tutti i dipendenti del Gruppo Villa Pini, finora usciti dal fallimento: difficoltà delle Asl a pagare le prestazioni, riduzioni del budget, cassa integrazione, nuovo setting assistenziale, trasferimento dei malati in altre strutture, disagi a non finire per gli assistiti. In piccolo, il Maristella sta rivivendo le stesse difficoltà di Villa Pini e di SanStefar e le stesse tappe di avvicinamento alla vendita dell’attività, che sembrava conclusa, ma che conclusa non è se entro oggi Neuromed non perfeziona l’acquisto, come da aggiudicazione alla seconda asta per un costo di 1,3 mln. Insomma una dimostrazione di quanto è difficile l’esercizio provvisorio deciso dal Tribunale fallimentare di Chieti in un sistema che era “tarato” per la chiusura del Gruppo Angelini e la spartizione delle sue cliniche e del suo budget.

L’incontro di ieri in Comune, sollecitato dai consiglieri Udc Mario De Lio ed Alessandro Giardinelli, è stata l’occasione per ripercorrere le tappe di questa vicenda ed il ruolo del sindaco e della Asl negli intoppi che hanno preceduto le due aste che si sono già tenute, di cui una annullata e la seconda sul punto di non sortire alcun effetto se Neuromed si ritira. Il fatto è che se la Asl, attraverso i suoi organi ispettivi ed attraverso il setting assistenziale, non decide se Maristella è carne o pesce, sarà difficile uscire da questa impasse. Il sindaco Di Primio è sembrato animato da buona volontà per salvare i 40 posti di lavoro a rischio nell’Istituto. Ed ha avuto buon gioco a dimostrare che le sue lettere giunte a ridosso delle aste dipendevano solo ed esclusivamente dal fatto che la Asl gli scriveva sempre il venerdì prima del lunedì dell’asta e lui si doveva affrettare a comunicare “autorizzazione si-autorizzazione no – autorizzazione forse”, con ciò sfiorando anche la turbativa d’asta. In realtà tutto sarebbe più semplice se la Asl decidesse intanto come classificare l’attività del Maristella, se ex art. 26 riabilitazione, se Residenza per anziani o Rsa. Di qui discenderebbero le dotazioni del personale, la sistemazione degli assistiti e tutto il resto, pagamenti compresi. A fronte delle prestazioni rese dai dipendenti, non regge il discorso “non ti pago, se prima non decido come classificarti”. La risposta dei dipendenti è semplice e di buon senso: «comunque deciderai di pagarci, se poco o se di più, intanto pagaci il lavoro che svolgiamo, anche su livelli inferiori ai precedenti. Ma pagaci».

Però, nonostante i diversi setting assistenziali, evidentemente la Asl non sa dove sistemare questi malati che sono tutti “non autosufficienti”, non sa nemmeno come arrivare all’accreditamento definitivo, vista la convivenza “fisica” con la Clinica Villa Pini che è di ostacolo all’accreditamento e non sa come classificare correttamente la struttura che ospita malati di vario tipo, tutti con insufficienza mentale. Soprattutto non sa come gestirli, vista anche la diversità delle patologie, finora affrontate solo con l’abnegazione del personale.

Tutti problemi che restano in piedi, in vista di un possibile nuovo tipo di accreditamento che la Regione sta studiando, ma che non può essere un alibi per non pagare prestazioni già effettuate. Di qui gli interventi promessi, che sono come due strade parallele: sulla prima viaggiano gli stipendi (i dipendenti sperano che sia un’autostrada), sulla seconda camminano le vicende burocratiche dell’accreditamento si o no o sui possibili rinvii della legge 32 sui requisiti da possedere per ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria da parte del Comune. Per gli stipendi, l’emergenza che più preme, forse ci saranno notizie già alla fine della settimana, sia per gli interventi del senatore Mascitelli che del sindaco sul manager Zavattaro. Su un altro versante (quello dei funzionari un pò timorosi a firmare i pagamenti per le prestazioni) si sta muovendo anche la Cisl per sveltire le pratiche: non può infatti aspettare oltre il diritto di essere pagati dopo aver svolto un lavoro controllato e verificato.

Sebastiano Calella 09/11/2011 10.33