Centrale a biomasse. Legambiente boccia progetto di Avezzano. Centrosinistra compatto a Vasto

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’associazione ambientalista si schiera dalla parte del no. A Vasto Idv, Rc, Fds e Sel firmano documento congiunto.

Il progetto di centrale a biomasse da costruire ad Avezzano, così come esposto nella “sintesi non tecnica” dello Studio di Impatto Ambientale di Powercrop, risulta «inaccettabile per le dimensioni che propone e per le gravi lacune che presenta nell’illustrare l’articolazione della filiera di alimentazione della centrale e gli usi energetici finali».

E' questa la posizione di Legambiente Abruzzo secondo cui la potenza della centrale proposta (93 MW termici) implica grosso modo una fornitura annua di circa 170.000 ton di sostanza secca, ovvero 270.000 ton di legna vergine (umidità al 40%). Questo quantitativo dovrebbe provenire in parte da colture dedicate, in parte da residui forestali.

«Se il gestore intende godere degli incentivi per la produzione di energia  da fonte rinnovabile – interviene Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo – allora questo materiale deve rispettare la filiera corta e perciò provenire nel raggio di 70 km dall’impianto. Dati alla mano, il territorio non è pronto per soddisfare questo bisogno, perché occorrerebbe almeno un areale di circa 80.000 ettari di bosco. E non si fa cenno agli accordi di filiera e al prezzo di remunerazione per gli agricoltori».

Questa è solo una delle osservazioni dell’associazione ambientalista sul progetto presentato dalla Powercrop. Inoltre non è esplicitato l’impiego di tutto il calore prodotto, in gran parte dedicato alla produzione di vapore per la turbina da 30 MW di generazione di elettricità, e per il resto si parla di un “eventuale” utente industriale.

«Un progetto simile vorrebbe che si identificasse preliminarmente le utenze effettive del calore – prosegue Luzio Nelli – L’areale di 70 km intorno all’impianto è in grado di garantire un tale approvvigionamento di biomassa senza compromettere gli attuali ordinamenti colturali? E nel caso affermativo, cosa garantisce l’effettiva disponibilità di agricoltori e forestali a un contratto pluriennale con Powercrop? Nel caso di non sufficiente disponibilità degli operatori locali, come intenderebbe Powercrop far fronte al fabbisogno annuo dell’impianto?»

Intanto Idv, Prc e Federazione di Sinistra e Sel hanno firmato un documento condiviso contro le centrali a biomassa a Punta Penna: «la convivenza tra la zona industriale e la riserva Regionale di Punta Aderci fin ora, nonostante criticità legate ad industrie insalubri presenti da anni, è risultata sopportabile. Questo vuol dire però non esasperare la convivenza con insediamenti industriali che potrebbero pregiudicare uno dei cavalli di battaglia elettorali di questo centro sinistra, lo sviluppo di un economia turistica ecosostenibile che punti al Parco della Costa Teatina come il volano di un nuovo modello di sviluppo».

Una centrale a biomasse con 4 camini da 10 metri per i partiti di centrosinistra firmatari del documento avrebbe «un impatto lesivo del paesaggio e in secondo luogo i fumi che produce, al di là del loro aspetto inquinante e dunque insalubre, causeranno cattivi odori sia per gli abitanti che per i turisti, diventando un "benvenuto" che nessuna città con una propensione turistica come la nostra può permettersi».

Si accoda al no anche l'associazione Codici: «il Sindaco sta ingannando i vastesi ed i suoi stessi elettori  in quanto non  rispetta il patto elettorale ed il suo programma e sta dando pareri  favorevoli alla realizzazione di strutture inquinanti che metterebbero a serio rischio la salute dei nostri figli». L'associazione rivolge un appello al presidente Peppino Forte ricordandogli «le battaglie fatte ed i problemi relativi alla salute che ha conosciuto  personalmente ed ha dovuto con coraggio combattere. Oggi i vastesi si chiedono  se il presidente Forte è favorevole o contrario alla centrale biomasse? Ora 
che è nonno ci domandiamo come faccia a non prendere posizione contro la realizzazione di una centrale biomasse che potrebbe provocare un innalzamento delle malattie tumorali nel nostro territorio già ampiamente devastato dal cancro».

07/11/2011 12.25