Operazione Car fluff, sequestrata discarica abusiva a Gissi. In due nei guai

Alessandro Biancardi

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GISSI. Materiali di autodemolizione, sedili, imbottiture, fili elettrici, materiale plastico e pneumatici, venivano trasportati e trattati in un impianto rudimentale di incenerimento posto sotto sequestro a Gissi

L'operazione è stata condotta dal corpo Forestale dello Stato di Gissi, in collaborazione con i comandi di Lanciano, Vasto ed Atessa. E' stato così possibile nterrompere un’attività di gestione ed incenerimento di rifiuti non autorizzata in agro del comune di Gissi. Le indagini, partite all’inizio del mese di settembre, e gli assidui servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno rivelato agli agenti una ben congegnata attività illecita esercitata da un imprenditore di Gissi in concorso con un autodemolitore di Ortona.

L’imprenditore gissano, con un autocarro prelevava balle di “car-fluff”, ovvero lo scarto che si origina dalle operazioni di recupero delle carcasse delle auto (plastiche, tessuti, imbottiture, etc.) presso l’autodemolitore in Ortona per poi trasportarli e stoccarli in un’area di proprietà in contrada “Terzi” di Gissi. I rifiuti, successivamente caricati all’interno di un cassone scarrabile, venivano bruciati di notte. La combustione serviva a smaltire i rifiuti, costituiti principalmente da sedili integri di autoveicoli, pneumatici con cerchi, fili elettrici, etc., e ad estrarne le parti in metallo in seguito vendute come rottami di ferro presso una ditta autorizzata di San Salvo.

In questo modo l’imprenditore di Gissi conseguiva un profitto attraverso una gestione di rifiuti (raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento con incenerimento) completamente illegale, mentre l’autodemolitore di Ortona, eliminando illecitamente il “car-fluff”, riduceva sensibilmente i costi aziendali necessari per smaltire legalmente i propri rifiuti.

Le operazioni di incenerimento dei rifiuti sarebbero state eseguite nella totale indifferenza circa gli effetti negativi (produzione di diossine) sull’ambiente e sulla salute dei residenti nella zona. Il car-fluff infatti, deve essere conferito in discarica dal momento che le sperimentazioni sul suo utilizzo come carica combustibile per cementifici e termovalorizzatori hanno dato esito negativo a causa della formazione di fumi e gas tossici e dell’elevato quantitativo dei residui della combustione contenenti, fra l’altro, anche metalli pesanti e sostanze nocive.

L’area ed i mezzi adibiti alle attività illecite sono stati posti sotto sequestro preventivo ed i due imprenditori, in concorso tra loro, denunciati per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, emissioni di fumi e gas e attività di incenerimento di rifiuti non pericolosi.

 07/11/2011 10.21