Lanciano, ordine degli avvocati: «giù le mani dal tribunale di Chieti»

Alessandro Biancardi

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Lanciano, ordine degli avvocati: «giù le mani dal tribunale di Chieti»
LANCIANO. «Nessuno tocchi il tribunale di Chieti». L’appello arriva dal presidente dell’ordine degli avvocati di Chieti, Pierluigi Tenaglia.

Questi si dice «sorpreso» da una delibera con cui il Comune di Lanciano chiederebbe il riordino degli uffici giudiziari della città (con l’acquisizione di Ortona ) e l’istituzione di un tribunale unico per l’area Chieti- Pescara. Un boccone amaro da digerire per l’ordine degli avvocati che, una volta verificata l’ufficialità del documento, si opporrà «ad una simile iniziativa». Ed i motivi sono vari.

«Innanzitutto», precisa Tenaglia in una lettera inviata al sindaco di Chieti,  Umberto Di Primio, al presidente della Provincia di Chieti,  Enrico DiGiuseppantonio ed al  presidente Gianni Chiodi, «la legge  del 14 settembre 2011 per la riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio dice che possono essere riorganizzati solo i tribunali sub-provinciali,(come quello di Lanciano), e non i tribunali del capoluogo di Provincia, come Chieti. Anzi, la norma pone sottolinea la necessità di garantire la permanenza dei tribunali ordinari del capoluogo di provincia».

In secondo luogo, il presidente non capisce perché  il Comune di Lanciano «abbia tirato in ballo il tribunale di Chieti e non si sia semplicemente occupato di quello locale». «Questo aspetto», commenta amareggiato Tenaglia, «è un inspiegabile attacco alla città capoluogo di provincia».

Quello che però gli preme sottolineare sono l’importanza e la funzionalità del tribunale di Chieti (sede storica di Corte d’Assise) e della sezione di Ortona, «caratterizzati da elevati standard di efficienza».

«Grazie all’insediamento di un nuovo presiedente di sezione a Chieti», conclude, «la qualità dell’offerta è migliorata, l’organico è completo, c’è  un organismo di mediazione e conciliazione pienamente funzionante e la prima scuola forense obbligatoria del distretto di Corte d’Appello. Senza contare che un recente finanziamento già stanziato, di quasi 7 milioni di euro, della Presidenza del Consiglio dei Ministri amplierà e  riqualificherà la struttura».

Come andrà a finire?

mb  05/11/2011 14.36