Impianto Casalincontrada, «si proceda in fretta con l'iter autorizzativo»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. I soci della società cooperativa Tea Recupero Imballaggi, destinata a occuparsi della gestione dell’impianto progettato a Casalincontrada si sono riuniti in assemblea per analizzare lo stato dell’iter approvativo del progetto.

La Cooperativa è costituita in massima parte da lavoratori ex Burgo che hanno deciso di investire i proventi della loro mobilità nel capitale sociale della stessa coop, impegnandosi a versare la quota prevista pari a 25 mila euro. Tuttavia oggi denunciano che esiste il rischio concreto che, a partire dal 4 dicembre prossimo (a meno di eventuali ulteriori deroghe), gli ex lavoratori Burgo potranno perdere i benefici previsti dalla cassa integrazione.

L’assemblea dei soci, nel sottolineare l’imminenza delle scadenze e degli impegni, ha deciso all’unanimità di approvare un documento che sarà inviato alla Regione Abruzzo, agli esponenti delle altre istituzioni locali, alle forze politiche abruzzesi, alle organizzazioni sindacali, imprenditoriali e di categoria, e agli organi di informazione. Con questo documento chiedono alla Regione di arrivare in tempi brevissimi al rilascio della non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale, al fine di consentire la rapida prosecuzione dell’iter autorizzativo.

«Noi lavoratori, soci della cooperativa Tea Recupero chiediamo che il Comitato regionale Via arrivi senza ulteriori rinvii ed entro il mese di novembre, alla valutazione prevista e che, nell’effettuare la valutazione, che sia attenta e rigorosa, consideri il contenuto tecnico e la valenza ambientale di un progetto che, nel rispettare tutte le normative vigenti in Regione, contribuirebbe a soddisfare gli obiettivi previsti nella direttiva comunitaria n. 98 del 2008 recepita dal nostro Paese, che auspica la costruzione della “società del riciclaggio”».

I soci della cooperativa sono convinti che con questo impianto «possiamo contribure a costruire in Abruzzo un moderno sistema industriale in linea con le più moderne tecnologie che favorisca il riuso e il recupero di materia, rendendo davvero residuale l’uso delle discariche. Fino a oggi noi lavoratori abbiamo atteso in silenziosa speranza, pur di fronte alle rumorose manifestazioni da parte di persone che pur di affermare la loro contrarietà al progetto e il loro “no a prescindere” continuano a fare disinformazione sul progetto, mettendo a rischio le nuove opportunita’ di lavoro per 70 famiglie in difficoltà».

«L’impianto», chiudono i lavoratori, «è dotato di alta tecnologia e di ogni sistema di sicurezza, e non presenta alcun rischio per i lavoratori, per i cittadini della zona e per l’ambiente».

05/11/2011 12.00