Maristella, no di Neuromed all’acquisto. Nuova asta in vista e rischio guerra giudiziaria

Alessandro Biancardi

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Maristella, no di Neuromed all’acquisto. Nuova asta in vista e rischio guerra giudiziaria
ABRUZZO. Neuromed si sfila dall’acquisto del Maristella di Chieti. Un comunicato ufficiale spiega infatti che «non è stato raggiunto l’accordo tra le Organizzazioni sindacali e l’Irccs Neuromed».

«In aderenza al disciplinare di vendita ed alla normativa vigente – e, conseguentemente, non si potrà addivenire alla stipula del contratto di cessione». Secondo Neuromed, su questa decisione di non acquistare più l'Istituto di riabilitazione aggiudicato all'asta,  hanno inciso negativamente «le criticità segnalate» in questi ultimi giorni da Comune e Asl di Chieti. Per cui: «grazie ai Sindacati, alla Rsa ed ai lavoratori che si sono comportati con grande equilibrio a difesa dei loro diritti» e buon lavoro.

Fine della storia? Non sembra. Perché proprio ieri il Comitato dei creditori, convocato d'urgenza, non ha mostrato di gradire questo disimpegno di Neuromed ed ha deciso che in caso di mancato acquisto sarà fissato un altro calendario di vendite all'asta con due date: 12 e 21 dicembre prossimi, e con una forte riduzione del prezzo base che scenderà ad 800 mila euro la prima volta e a 400 mila euro la seconda (dagli originari 1,3 mln). La sede della gara sarà Roma e quindi la competenza giudiziaria sarà quella della locale Procura della repubblica. Ma le decisioni del Comitato dei creditori forse non si fermano qui e fanno immaginare che sta per iniziare una guerra giudiziaria senza esclusione di colpi. Negli ambienti della curatela e nel secondo verbale di incontro sindacale si parla infatti con chiarezza di possibile «inadempimento contrattuale» a carico di Neuromed. Il che significa niente restituzione dei 130 mila euro di “caparra” già versati al momento dell'aggiudicazione all'asta e possibile richiesta di danni, quantificabili almeno nella differenza tra il prezzo finale di aggiudicazione e quello della prima base d'asta.

Di fatto, secondo quanto si apprende, la curatela ha giudicato pretestuose le giustificazioni di Neuromed per il mancato accordo sindacale, visto che, come si rileva anche dai verbali, la proposta di non assumere il personale è stata giudicata irricevibile e provocatoria, forse proprio per ricevere un no dai sindacati. Anche perché l'assunzione del personale era chiaramente prevista dal disciplinare di gara. E proprio la tutela dei posti di lavoro ha determinato la forte riduzione della base d'asta: infatti futuri, possibili insuccessi delle vendite di Maristella determinerebbero la chiusura dell'esercizio provvisorio e la messa in mobilità del personale, oltre che la perdita di valore della società. Di qui l'ultimo appello a Neuromed: il 9 novembre prossimo è ultimo giorno utile per la stipula del contratto presso il notaio Pretaroli di Chieti. In caso di assenza di Neuromed, partiranno le azioni giudiziarie. Secondo la curatela, non sono infatti accettabili pretesti come il mancato accordo sindacale per mettere in discussione i diritti dei malati, dei dipendenti e dei creditori tutelati proprio dal disciplinare di gara. E per non concludere un acquisto che non era stato imposto, ma scelto con una libera offerta.

Sebastiano Calella  04/11/2011 10.33