La clinica Santa Maria di Avezzano e la Sanatrix dell’Aquila acquistate all’asta a quasi 4 milioni

Alessandro Biancardi

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   La clinica Santa Maria di Avezzano e la Sanatrix dell’Aquila acquistate all’asta a quasi 4 milioni
L'AQUILA. L’Opera Santa Maria della pace, Ente morale che ha sede a Celano, si aggiudica con 1,8 mln l’asta per la Clinica Santa Maria di Avezzano.

La Clinica Sanatrix dell’Aquila, invece, è stata acquistata a 2,051 mln da Enrico Vittorini (Villa Letizia di Preturo). Si chiude così, con un incasso maggiore del previsto (3,85 mln, per la gioia dei creditori ben 400 mila euro in più della base d’asta), l’ultima gara per la vendita di due Cliniche del Gruppo Angelini che partivano rispettivamente da un prezzo di 1,4 mln e di 2,051 mln.

Poco dopo le 11,30 (alle ore 11 scadeva il termine per la presentazione delle offerte presso il notaio Alfredo Pretaroli di Chieti) è iniziata la prima gara, per la quale erano pervenute due offerte: quella di Villa Gaia, una società riconducibile al Gruppo sanitario Di Lorenzo (rappresentata da Bruno Lusi) e quella presente con i due procuratori Mauro Cuomo e Paolo Perucci, che operavano per conto dell’Ente morale Santa Maria della pace. Il confronto è serrato, ma breve: 1 minuto ad offerta, con rilanci da 50 mila euro. La spunta Celano che si aggiudica i 29 posti letto accreditati di Chirurgia ed Ostetrica e Ginecologia e le attività ambulatoriali che facevano capo alla Verde Due srl fallita ed in esercizio provvisorio.

«Beati voi che siete soli e non dovete correre», ha commentato Bruno Lusi un pò deluso all’uscita dallo studio del notaio e rivolgendosi ad Enrico Vittorini che stava per essere chiamato alla seconda gara prevista a seguire. Intanto nella sala di attesa dello studio notarile arriva un gruppo di dipendenti aquilani della Casa di cura Sanatrix. Sono le 13, l’asta dura poco: non ci sono altri concorrenti e quindi non c’è bisogno di rilanci. Con Vittorini entra anche Primo Fiorucci, amministratore delegato di Villa Letizia. Pochi minuti di attesa e la gara si conclude sulla base d’asta di 2,051 mln per 50 posti letto di Chirurgia, Ortopedia, Cardiologia e Medicina e 51 dipendenti in cig fin dal terremoto. Firme sui documenti e «per altri contatti ci sentiamo dopo».

In sala di attesa intanto si intrecciano le storie della vertenza con Enzo Angelini, gli incontri e gli scontri. «Ricordo come se fosse adesso quando ci disse “bisogna stringere la cinghia e mangiare pane e cipolla”, non me lo posso dimenticare», racconta una delle quattro dipendenti giunte dall’Aquila. Intanto dallo studio del notaio esce Vittorini. «Che si fa in questi casi?» sussurra una delle dipendenti. «Salutiamolo», risponde un’altra. Un pò impacciate stringono la mano all’imprenditore che ha appena acquistato e che forse non si aspettava le congratulazioni. All’Aquila è tornato il terremoto e fuori il cielo è grigio. Ma spunta qualche sorriso.

Sebastiano Calella 02/11/2011 9.59