Corte dei Conti, il sindaco di Rapino: «solo ipotesi accusatorie, risolveremo tutto»

Alessandro Biancardi

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RAPINO. «La correttezza e la legittimità dell’operato dell’amministrazione da me presieduta sarà ampiamente dimostrata davanti ai  giudici della corte dei conti».

Ne è convinto il sindaco di Rapino Rocco Cocciaglia che risponde alla richiesta di dimissioni avanzata dall'ex primo cittadino Rocco Micucci, oggi consigliere di minoranza. Secondo Cocciaglia le affermazioni di Micucci e della minoranza sarebbero «palesemente smentite dalla documentazione agli atti del Comune».

«Proprio nel parere reso il 21 maggio 2010 dal legale che per anni aveva assistito il Comune scelto dalla precedente amministrazione ed interpellato in sede di transazione si legge», spiega il sindaco, «“la scelta di transigere la controversia pendente tra il Comune di Rapino e la società Mammarosa funivie può risultare conveniente per le seguenti considerazioni”, che vengono esplicitate in 4 ragioni distinte ragioni che motivano l’opportunità e la convenienza della transazione».

«L’accrdo con la società Mammarosa», continua Cocciaglia, «ha evitato al Comune il rischio, evidenziato dal legale, di restituire parte del nuovo canone già incassato per l’anno 2009 e di dover risarcire gli ingenti danni pretesi da detta società: un rischio che un piccolo comune non avrebbe mai potuto sopportare».

Per quanto riguarda la Corte dei Conti il sindaco sottolinea che si è in presenza «di ipotesi accusatorie che devono essere vagliate dal Giudice. Sono certo di poter fornire tutti gli elementi per far comprendere che abbiamo fatto esclusivamente gli interessi della comunità».

«Infatti a fronte di un giudizio pendente in Cassazione e del blocco della stazione sciistica che avrebbe comportato gravi pregiudizi per chi opera e lavora sulla maielletta e per la collettività, abbiamo recuperato l’80% delle somme arretrate circa 203.000,00 euro, ed il 100% di quelle future relativamente al nuovo contratto di affitto (c.a 50.000,00 euro l’anno la cui durata quarantennale è stabilita dalla legge regionale n.24/2005) ), applicando esattamente il canone deliberato nel 2006 dell’Amministrazione Micucci, di 9 centesimi di euro a metroquadro,  ,  ci siamo garantiti gli investimenti e abbiamo posto le basi con l’accordo di programma stipulato successivamente tra i Comuni del comprensorio e le Province di Chieti e Pescara,  per una ripresa  dell’intera stazione sciistica da troppi anni bloccata e in crisi».

Quanto alla necessità di gara, «abbiamo ampiamente dimostrato che ne sulla Maielletta,  dove insistono 3 Comuni concedenti (Pretoro, Rapino, Roccamorice) , ne in altre stazioni non è mai stata fatta una gara per affittare terreni da adibire ad impianti scioviari realizzati da concessionari e nel nostro caso era pressochè impossibile farla perché gli impianti insistono solo in parte sul terreno di proprietà del Comune di Rapino e per il resto sul territorio del comune di Roccamorice che ha già rinnovato la concessione», chiude il sindaco.

 02/11/2011 8.52