Vasto, centrale biomasse. Alberotanza: «dopo la benedizione il sindaco si dimetta»

Alessandro Biancardi

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VASTO. Una sbadataggine, un errore, di qualsiasi cosa si tratti per il Partito di Alternativa comunista «il sindaco di Vasto Luciano Lapenna deve dimettersi».

«A scatenare l’inferno» sarebbe il progetto della centrale biomassa a Punta Penne sulla quale dopo i primi dissensi il sindaco avrebbe espresso parere positivo (il 31 marzo scorso, durante una Conferenza dei Servizi), nonostante la mancanza della Valutazione d’Impatto Sanitario da lui stesso richiesta in precedenza.

«Lapenna dà la sua benedizione al progetto», dice il coordinatore regionale abruzzese del Partito di Alternativa Comunista Giovanni Alberotanza, «ed il Prc (partito rifondazione comunista) aspetta la valutazione di impatto della Regione e che scadano i termini per il ricorso al Tar (possibile fino a metà novembre)».

Il progetto prevede la realizzazione, nella zona industriale di Punta Penna a Vasto, di una centrale termoelettrica da 4 Megawatt per la combustione di biomasse liquide (olii vegetali). L’impianto occuperebbe una superficie di 3000 metri quadri (dei quali 1200 coperti), e comprenderebbe un camino di oltre 10 metri di altezza. Ma il progetto ha già attirato dubbi e dissensi.

«Ci risulta ancor più chiaro il perché il sindaco», continua Alberotanza, «ci abbia fatto negare telefonicamente l'autorizzazione a due presidi di informazione sulla questione delle centrali a biomasse per sabato 28 e domenica 29: Lapenna si trova in palese difficoltà a giustificare la sua sbadataggine, grazie alla quale è passata senza colpo ferire l'autorizzazione delle centrali a biomasse a Punta Penna».

29/10/2011 8.06