D’Ortona (Pdl):«Il nuovo ospedale di Lanciano è un’occasione da non perdere»

Alessandro Biancardi

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D’Ortona (Pdl):«Il nuovo ospedale di  Lanciano è un’occasione da non perdere»
LANCIANO. «Se si farà il nuovo ospedale di Lanciano? Di questi tempi non si può garantire nulla – ha detto il ministro Ferruccio Fazio ieri in conferenza stampa ieri a Chieti – io credo che sia necessario farlo, anche se non ci sono tutti i fondi».

«Anch'io penso così – ha aggiunto il presidente Chiodi – se serve si troverà il modo di costruirli per tutti e cinque gli ospedali nuovi. Altrimenti se ne costruiranno di meno».

Musica per le orecchie di Manlio D'Ortona, capogruppo del Pdl al Comune di Lanciano, che ieri ha ascoltato queste parole del ministro e del commissario e che ha avuto così conferma di quello che va dicendo da tempo. E cioè che le polemiche sulla delocalizzazione o meno della nuova struttura - o addirittura sulla necessità di costruirla o meno - sono chiacchiere inutili, se prima non si chiarisce la fattibilità dell'opera in tutti i suoi aspetti.

«Io parto dal presupposto che un nuovo ospedale, anche delocalizzato, rappresenta un'occasione di sviluppo e di rilancio che non possiamo perdere: dobbiamo soltanto adoperarci per garantire la sussistenza di un insieme di condizioni che possano favorire un progetto economicamente e socialmente vantaggioso ed efficace».

«Prima di tutto - secondo D'Ortona - è necessario un tavolo di confronto tra tutti quelli che hanno la competenza per decidere: Ministero, Regione, Asl e Sindaci. Poi si tratta di affrontare il problema della fattibilità economica e tecnica. Parlare così di costruzione all'interno dell'area del Renzetti, senza affrontare prima i problemi pratici del cantiere, è fuorviante e sterile».

 E sulla delocalizzazione?

«L'ospedale – spiega – deve restare sul territorio di Lanciano. Su questo punto – rimarca il capogruppo del Pdl – non possono esserci fraintendimenti o dubbi, non siamo disposti ad avallare alcuna proposta alternativa».

 Secondo D'Ortona, realizzare un ospedale di comprensorio per tutta la Val di Sangro, significa soprattutto programmare interventi per opere infrastrutturali e servizi di collegamento con trasporto pubblico. Infine, sulle possibili speculazioni edilizie per il cambio di destinazione d'uso dell'area dismessa dal Renzetti trasferito e che si trova al centro della città, «l'amministrazione comunale – ha ricordato D'Ortona - ha sempre e comunque la facoltà di decidere i contenuti urbanistici della città e quindi di garantire che non ci sia nessuna forma di speculazione edilizia. Al contrario può e deve cogliere questa possibilità di inserire in quell'area elementi che vadano ulteriormente a valorizzare la città di Lanciano». Se, come dice il Ministro, ci saranno pochi fondi?

«La partecipazione di un privato potrebbe risolvere il problema – sostiene D'Ortona – non penso tanto ad un project financing, quanto ad un tipo di Global service. Cioè far recuperare al privato l'investimento attraverso la gestione dei servizi non sanitari, ad esempio l'energia o altro. E questo vale sia per un ospedale dov'è ora il Renzetti, sia per uno delocalizzato. Insomma il nuovo ospedale è un'occasione da non perdere, di cui potrebbero approfittare altri. Tra l'altro – sottolinea e conclude il capogruppo Pdl – il ministro ha parlato di “ospedale modulare”, cioè l'orientamento generale è quello di individuare aree che prevedano possibilità di sviluppo e crescita della struttura, specie in considerazione del fatto che l'ospedale sarà comprensoriale e quindi a servizio di un intero territorio».

 s. c.  29/10/2011 7.59