Consiglio comunale di Chieti: salta il numero legale, Pdl ancora in affanno

Alessandro Biancardi

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Consiglio comunale di Chieti: salta il numero legale, Pdl ancora in affanno
CHIETI. Salta il numero legale al Consiglio comunale di Chieti, riunito questa mattina. E subito viene convocata la riunione dei capigruppo per decidere una nuova seduta del Consiglio.

Maggioranza dunque ancora in affanno e la strada del sindaco Umberto Di Primio diventa sempre di più in salita perché gli assenti sono proprio gli eletti del Pdl. Infatti era presente Silvio Tavoletta, Fli, di recente disarcionato da assessore alla Provincia per un diktat di An (ma Carbone, coordinatore Fli era assente) ed erano presenti tutti i rappresentanti dell’Udc, di recente accusati di essere poco affidabili. All’appello hanno risposto in 20 ed il Consiglio non è nemmeno cominciato. Mancavano componenti molto importanti del centrodestra e alcuni consiglieri di peso: Dario Marrocco, Ennio Marrone, Liberato Aceto, Giuseppe Di Labio, Carla Di Biase, Stefano Costa, Raffele Di Felice, il senatore Fabrizio Di Stefano. Crisi politica strisciante o distrazione? Oggi c’erano argomenti “rognosi” da discutere, come far pagare gli oneri di urbanizzazione alle cooperative edilizie che hanno costruito in varie zone della città, il nuovo regolamento di igiene urbana e il nuovo accesso all’isola pedonale di Corso Marrucino. Ma forse hanno giocato di più i ritardi con cui poi certi consiglieri si sono presentati al Consiglio. Comunque l’ennesimo scioglimento del Consiglio comunale per mancanza di numero legale, solo 20 presenti su una maggioranza di 27-28 consiglieri, non è rassicurante per l’amministrazione Di Primio, costretto a rincorrere i mal di pancia dei suoi sostenitori proprio in una giornata storica per la Destra come il 28 ottobre, marcia su Roma. C’è chi parla di uno scollamento tra gli eletti della maggioranza che né i vertici politici né le giornate in montagna né le reprimende dei maggiorenti del Pdl riescono a rimuovere. A meno che il problema sia proprio qui: imporre il consenso e non ricercarlo con il dialogo, come lamentano i malpancisti del Pdl. Fli e Udc stanno alla finestra e respingono tutte le accuse di essere loro la ruota bucata dell’amministrazione. Resta il fatto che la volontà del sindaco di attuare il programma elettorale si scontra con questi incidenti di percorso.

s. c.  28/10/2011 12.45