Black bloc, «Vecchiolla è un capro espiatorio». E lui fa lo sciopero della sete

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il Partito Comunista dei Lavoratori prende le difese di Leonardo Vecchiolla, il giovane studente di psicologia arrestato due settimane fa con l'accusa di tentato omicidio.

Lui, dicono gli inquirenti, era tra quei ragazzi che assalirono e incendiarono il blindato dei carabinieri a piazza San Giovanni, a Roma, nel corso della manifestazione (poi 0degenerata) degli ''Indignati''. Vecchiolla stava per recarsi in Val di Susa per la manifestazione dei No Tav, ma i carabinieri del Ros, che assieme alla Digos indaga sui violenti infiltrati nel corteo, lo hanno fermato prima, a Chieti, dove viveva e studiava Pisologia alla D'Annunzio.

Adesso deve rispondere di tentato omicidio, devastazioni e saccheggi. Nei giorni scorsi il gip ha convalidato l'arresto e il suo legale sostiene che non vi siano immagini che incastrano il giovane. Ma a farlo finire in manette è stata una telefonata (intercettata nell'ambito di un'altra inchiesta) nel corso della quale il ragazzo aveva chiamato un amico per condividere l' impresa: «Abbiamo appena incendiato un blindato, i carabinieri stanno scappando, se restavano bruciavamo anche loro...».

Nel suo passato, ricostruisce il Corriere della Sera, ci sono altri episodi violenti nei confronti delle forze dell' ordine. Nel 1998 aveva partecipato a barricate contro la discarica ad Ariano. Una volta, assieme ad altri, circondò le forze dell' ordine minacciando un poliziotto della scientifica per farsi consegnare le riprese della protesta. Era stato spesso in Val di Susa, ma, secondo gli investigatori, per partecipare a incursioni violente più che per manifestare contro l' Alta velocità.

Eppure a Chieti ma anche nel suo paese d'origine, sono in molti a non credere che Leonardo abbia potuto fare una cosa del genere. «A seguito dell'arresto del compagno Vecchiolla», commenta il Partito Comunista dei Lavoratori, «sentiamo di dover esprimere piena solidarietà ad un ragazzo di 23 anni detenuto per il solo fatto di aver partecipato alla manifestazione dello scorso 15 ottobre. Il tentativo di arginare per via giudiziaria il movimento che monta ha un solo obiettivo: la riedizione della strategia della tensione. Leonardo, come gli altri ragazzi arrestati, è con ogni probabilità un capro espiatorio sacrificato in funzione della legislazione speciale di Maroni, in via di preparazione». «Sui fatti di Roma», continua il coordinamento abruzzese, «abbiamo già espresso la nostra opinione e, senza indugiare oltre sulle colpe evidenti degli “sfasciacarrozze”, funzionali alla colossale operazione di regime tesa a screditare il movimento, intendiamo ribadire che qualsiasi sia la colpa anche dei manifestanti più accesi, resta sempre infinitamente imparagonabile rispetto alla violenza che il sistema riversa quotidinamente su milioni di lavoratori».

Il Partito ribadisce inoltre «la totale sfiducia per l'ordinamento giudiziario, più volte in passato protagonista di formidabili ed esemplari processi farsa a danno dei compagni. Per questo qualsiasi compagno vittima della repressione, avrà sempre l'appoggio e la solidarietà incondizionata del Partito Comunista dei Lavoratori».

VECCHIOLA FA LO SCIOPERO DELLA SETE

«Non possiamo ritenerci certi dell'innocenza del ragazzo così come, al contrario, è del tutto evidente che gli inquirenti siano totalmente incerti della sua colpevolezza», commentano Riccardo Di Gregorio (consigliere comunale Prc-FdS) e Matteo Gorilla ( rappresentante degli studenti nel Senato Accademico dell' Università "G. d'Annunzio").

Sin da martedì scorso l'avvocato del Vecchiolla, Sergio Acone ha fatto richiesta per accedere alle intercettazioni reali, l'autorizzazione è stata concessa solo per domani, ad una settimana dall'arresto.

«È molto strano», dicono Gorilla e Di Gregorio, «che alcune testate giornalistiche fossero in possesso delle medesime intercettazione molti giorni prima che venissero concesse al legale del ragazzo. Nella giornata di ieri, abbiamo incontrato il padre di Leonardo che ci ha riferito che da martedì scorso (giorno seguente alla convalida dell'arresto) il figlio ha iniziato anche lo sciopero della sete. Siamo tutti preoccupati per la salute di Leonardo tanto è che l'avvocato Acone ha inviato un fax al gip Paolo Di Geronimo recante l'istanza per una visita medica o per la nomina di un Consulente Tecnico d'Ufficio per valutare lo stato psicofisico del ragazzo e la compatibilità con il regime carcerario. Per tutte queste motivazioni saremo in presidio, invitando alla mobilitazione tutta la cittadinanza, sotto il palazzo della Prefettura di Chieti, lunedì 31 ottobre 2011 a partire dalle ore 10:00».

 

 28/10/2011 9.31