I primari universitari UdA: «Subito Azienda autonoma al Policlinico di Chieti»

Alessandro Biancardi

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I primari universitari UdA: «Subito Azienda autonoma al Policlinico di Chieti»
CHIETI. «Siamo tutti in grado di andare a 300 km/ora: ci debbono solo dare l’automobile e la benzina».

Ieri all’assemblea dei medici universitari che si è tenuta al SS. Annunziata di Chieti il professor Leonardo Mastropasqua ha usato questa metafora da Gran Premio per sottolineare la pressante richiesta di creare finalmente anche a Chieti un’Azienda ospedaliera universitaria autonoma.

All’incontro hanno partecipato moltissimi docenti della Facoltà di medicina impegnati nei reparti dell’Ospedale e lo stesso preside Carmine Di Ilio che alla fine ha presentato una proposta operativa che è stata condivisa: lavorare intanto alla nuova convenzione Asl-Università per superare le difficoltà oggi esistenti e preparare così il terreno all’aziendalizzazione, che è l’obiettivo finale mai dimenticato dagli universitari. L’assemblea è partita con un’introduzione dello stesso Mastropasqua che ha ripercorso la storia delle difficoltà operative di chi lavora in ospedale da universitario e le vicende dell’Azienda universitaria autonoma. Come si ricorderà, l’autonomia del Policlinico era stata prevista dal Piano sanitario, ma poi è stata “cassata” da un emendamento del Decreto sul terremoto, che non ci azzecca nulla con l’ospedale di Chieti, ma che ha penalizzato sia la d’Annunzio che l’università dell’Aquila, la cui facoltà di Medicina non ha ottenuto l’aziendalizzazione allo stesso modo di Chieti. «Quello che mi ha spinto a prendere questa iniziativa – ha detto Mastropasqua – non è una mia possibile candidatura a Rettore, che smentisco nel modo più assoluto, ma il desiderio comune di noi cinquantenni di lavorare per una sanità di qualità, se non di eccellenza».

 Sgombrato il campo da questo dubbio, il dibattito si è sciolto e sono intervenuti in molti, dal farmacologo Francesco Caciagli, al professor Raffaele De Caterina, a Leonardo Marzio e ad altri, compreso Luciano Marchionno, sindacalista ospedaliero Anaao. In sala erano presenti anche alcuni candidati ufficiali alla carica di rettore della d’Annunzio, come Sergio Caputi, ed altri aspiranti in pectore in attesa degli sviluppi giudiziari delle note vicende universitarie. Secondo gli intervenuti c’è la massima urgenza di arrivare all’aziendalizzazione, anche alla luce della legge Gelmini che prevede la riduzione del numero degli Atenei e la sopravvivenza solo dei più efficienti. E la d’Annunzio non vuole solo stare a guardare, mentre in altre regioni le università hanno ottenuto l’Azienda autonoma.

Sebastiano Calella  27/10/2011 9.52