Il Tar nega la sospensiva del bando per il nuovo dg della d’Annunzio

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il Tar Pescara ha negato la sospensiva sul ricorso presentato dal dg, Marco Napoleone, contro il bando per la ricerca di un nuovo direttore amministrativo della d’Annunzio.

Secondo il Tribunale amministrativo infatti il danno della nomina di un nuovo dg non c’è ancora, perché il bando non è nemmeno scaduto, quindi in teoria il procedimento potrebbe anche non arrivare a conclusione. Quindi niente sospensiva ed il bando resta attivo.

L’ordinanza è stata emessa dopo una lunga mattinata di contrapposizione tra gli avvocati delle due parti, anche se l’udienza al Tribunale amministrativo sembrava incanalarsi verso un esito di routine: presentazione di motivi aggiunti al ricorso e rinvio di qualche giorno. Cioè un lasso di tempo per approfondire i nuovi documenti, con un rinvio non della decisione, ma della discussione sulla sospensiva alla luce dei nuovi documenti che gli avvocati di Marco Napoleone hanno presentato in aggiunta al ricorso principale già attivato. Si trattava dei verbali e delle decisioni del Senato accademico e del CdA dell’UdA, cioè delle delibere che sono state il presupposto del Decreto del rettore sul licenziamento e quindi sul bando per il nuovo direttore. Tra l’altro, nonostante la richiesta tempestiva, l’Università ha fornito le delibere agli avvocati solo lunedì e solo per estratto. In questi documenti gli avvocati Giulio Cerceo e Marco Spagnolo hanno individuato altri profili di illegittimità amministrativa che hanno evidenziato nella memoria aggiuntiva presentata al giudice. Ad esempio che il Senato accademico non ha preso nessuna decisione (infatti ha solo preso atto del parere negativo dell’avvocato Gioia Vaccari) rinviando la patata bollente al CdA che con 16 voti ha condiviso la tesi che quello di Napoleone era un rapporto di fatto e non regolato da un contratto. Secondo gli avvocati del dg licenziato, proprio nel parere Vaccari si trova l’autogol del rettore e del Cda. Infatti, come si legge, ammesso che il contratto di Napoleone non sia stato approvato in modo regolare, era stato comunque esaminato e varato in qualche modo da Senato e CdA. Il che avrebbe dovuto produrre come procedura normale un atto formale di ritiro in autotutela, che non c’è stato. Si pensava perciò ad un rinvio di pochi giorni, forse il 3 novembre. Poi invece per la posizione netta della d’Annunzio, i cui avvocati Pierluigi Tenaglia, Gioia Vaccari e Valerio Speziale hanno rifiutato il contraddittorio, il giudice non ha accolto la richiesta di rinvio per i motivi aggiunti ed ha emesso l’ordinanza che nega la sospensiva. Gli avvocati Cerceo e Spagnolo chiedevano infatti all’UdA di attendere a nominare il nuovo direttore amministrativo almeno fino alla discussione del 3 novembre. Il che non è stato accettato ed il giudice ha proceduto alla decisione senza i motivi aggiunti. Si tratta però di una decisione salomonica che si regge su un aspetto tecnico: il bando, pur pubblicato, non ha ancora prodotto un nuovo direttore amministrativo e cioè il pericolo di danno irreversibile e immediato al momento ancora non c’è, quindi la sospensiva non ha motivo di essere concessa.

 L’ordinanza però sembra affermare che il fumus per il ricorso esiste e quindi se ne riparlerà quando ci sarà la discussione sul merito. La novità semmai è un’altra e cioè la sussistenza della giurisdizione del Tar Pescara, contro cui l’UdA si era espressa parlando di “carenza”. In sostanza, come capita nelle udienze cautelari, il giudice si sofferma sul “fumus”, cioè se ne ricorso ci sono elementi fondati, e sul “periculum”, cioè se c’è pericolo di danno. Il Tar si è soffermato su questo secondo elemento, senza però trascurare l’altro. Infatti se ci saranno altri atti amministrativi dell’UdA, Napoleone potrà presentare altre richieste di sospensiva e tutto confluirà anche nella discussione di merito.

Sebastiano Calella  20/10/2011 19.24