«Stop ai veleni nella Valpescara», i cittadini incontrano la politica

Alessandro Biancardi

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«Stop ai veleni nella Valpescara», i cittadini incontrano la politica
CHIETI. Assemblea Pubblica con il sindaco di Chieti, la giunta ed i capigruppo consiliari per dire no al mega impianto di trattamento rifiuti di Casalincontrada.

Venerdì sera presso il ristorante Aceto di  Brecciarola di Chieti, il Comitato Ambiente e Territorio Valpescara e i cittadini di Brecciarola, Casalincontrada e Manoppello, incontreranno in una pubblica assemblea il sindaco di Chieti, la giunta ed i capigruppo consiliari di maggioranza e minoranza. Il titolo dell’incontro è:  ''Stop ai veleni nella valpescara. No al Mega impianto di trattamento rifiuti di Casalincontrada''.  

 Il Comitato ricorda che nell’area della Valpescara sono già attivi 15 impianti di trattamento rifiuti nel comune di Chieti a cui rischiano di  aggiungersi altri 15 in fase di autorizzazione a cominciare da quello di Casalincontrada, e poi quello sul Comune di Rosciano in località Villa Oliveti (trattamento chimico-fisico di rifiuti con deposito al suolo) e quello di Cepagatti in contrada Bucceri (trattamento rifiuti speciali della società Ecopetrol). In particolare  il grande impianto di trattamento rifiuti di Casalincontrada  in località Brecciarola è costituito da un enorme capannone di 20.000 mq di superfice per una altezza di 11 m che tratterà rifiuti solidi (anche pericolosi) per un totale di 200.000 tonnellate annue provenienti da tutta Italia.

L'investimento previsto è di circa 25 milioni di euro.  Il comitato ricorda che meno di un mese fa, il 24 settembre, un imponente corteo di oltre 1.000 persone, ha sfilato lungo la tiburtina per proporre il  blocco temporaneo di tutte le autorizzazioni in istruttoria. Adesso si chiede «uno studio sui livelli di inquinamento e di rischio per la salute delle persone con censimento del numero degli impianti esistenti e, solo dopo, la concessione delle autorizzazioni per i reali bisogni della comunità locale e non impianti per accogliere i rifiuti di tutta l’Italia».

Intanto domani arriveranno le risposte della politica e i cittadini capiranno se anche in questa battaglia sono soli o possono contare sul sostegno delle istituzioni.

 20/10/2011 13.12

L'IRA DELLA SOCIETA' 

La società Edilizia Colonnetta, promotrice del progetto per la costruzione dell’impianto per il recupero degli imballaggi in Casalincontrada, contesta le affermazioni del Comitato che «fornisce una distorta descrizione utilizzando termini tali da indurre nei cittadini un errato convincimento sulla tipologia dei rifiuti che verranno trattati e dunque tali da fornire una visione non vera della realtà».

«“Veleni nella Valpescara” e “trattamento di rifiuti solidi (anche pericolosi)” (oltre all’enfatica ripetizione degli aggettivi “mega”, “grande”, “enorme”) riferite all’impianto per il recupero di imballaggi in progetto a Casalincontrada», sostiene la società, «sono frasi che non hanno nessuna attinenza con la realtà e risultano tendenziose e fuorvianti che vanno nella direzione opposta alla presunta e sbandierata pretesa di fare chiarezza nei confronti dei cittadini».

«Questo reiterato comportamento costringe i promotori del progetto a verificare eventuali violazioni delle norme civili e penali e le eventuali conseguenti azioni, anche giudiziarie, necessarie a tutelare i propri interessi, nei confronti di tutti coloro che hanno reso dichiarazioni del tutto prive di fondamento e attuato comportamenti idonei a procurare danni patrimoniali alla società», avvertono dalla società.

«Il progetto consegnato alla Regione Abruzzo, che può essere acquisito da chiunque ne faccia richiesta, evidenzia in maniera chiara la tipologia di impianto che verrà costruito e quali saranno i materiali potrà ricevere. La struttura in progetto, tra le più all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, riceverà esclusivamente il recupero degli imballaggi (carta, cartone, ferro, alluminio, plastica, legno), dunque materiali non pericolosi, che verranno separati, tagliati e imballati, senza utilizzo di acqua o di procedimenti termici e dunque senza il “trattamento” sarà effettuato esclusivamente con operazioni meccaniche».

«Di conseguenza», chiude la Ediliza Colonnetta, «l’impianto non riceverà rifiuti pericolosi, come si evince dall’elenco dei codici CER dei rifiuti richiesti alla Regione e non ci sarà nessuna emissione di polveri, di fumi o di acque di smaltimento e i materiali recuperati verranno subito trasferiti all’industria che la utilizzerà come materia prima “seconda” per realizzare nuovi prodotti. Dunque qualsiasi frazione contenente materia organica putrescibile o marcescente o altre sostanze che possano dare luogo a emissioni odorigene e maleodoranti non può essere avviata all’impianto. Dunque non ci sarà nessun “veleno”».

20/10/2011 18.03