Idrocarburi Bomba, arriva in Quarta commissione il progetto delle Forrest Oil

Alessandro Biancardi

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BOMBA. Giovedì prossimo si riunirà a Bomba la quarta comissione del Consiglio regionale d'Abruzzo per l'industria, il commercio ed il turismo, presieduta da Nicola Argirò.

Si dovrà discutere di aspetti e problematiche legate alla coltivazione di idrocarburi secondo il progetto Monte Pallano dell'americana Forest Oil Corporation. Si tratta di un progetto controverso e osteggiato dalla popolazione perchè Bomba sorge su un terreno idrogeologicamente fragile, soggetto a frane, smottamenti, e subsidenza naturale e ospita già una delicata diga costruita in terrabattuta invece che in cemento a causa della sua estrema vulnerabilità. Il progetto della Forest Oil prevede la creazione di almeno cinque pozzi di idrocarburi e la costruzione di una raffineria-desolforatore, del tutto simile al centro oli di Ortona.

«Pare opportuno ricordare a Nicola Argirò e all'intera commissione», commenta Maria Rita D'Orsogna dalle pagine del proprio blog, «quanto affermato dagli stessi petrolieri nella rivista "International Oil Letter", volume 23, 20 Agosto 2007: "Quella riserva di gas/condensato non e' stata sfruttata perchè giace sotto il lago di Bomba e sussiste un rischio di smottamenti in quella zona montagnosa».

«Lo stesso concetto», continua la docente abruzzese che vive negli Stati Uniti, «è stato ribadito più e più volte, da geologi abruzzesi non al soldo della Forest Oil e da Ronald Brown, un esponente della Forest Oil International: ''Bomba è a rischio Vajont ed è pericoloso trivellarla, quali che siano gli strumenti di prevenzione''».

 Sul progetto si è già espressa l'intera provincia di Chieti, centinaia di associazioni sportive,

religiose, culturali, politiche, la Confcommercio, il WWF, i comuni di Fara Filiorum Petri, Fossacesia, Francavilla, Miglianico, Collemezzo, Roccascalegna, Tornareccio, Altino, Torricella Peligna, Pennadomo, Bomba, oltre a centinaia di cittadini che hanno mandato osservazioni all'ufficio VIA di Antonio Sorgi, organizzato incontri informativi e protestato - civili ma decisi - contro la petrolizzazione della regione. Anche gli eredi di John Fante dalla California si sono espressi contro la trasformazione di Bomba in un campo di gas.

Il comitato di cittadini "Gestione partecipata del Territorio" guidato da Massimo Colonna ha messo in luce tutte le pericolosità del progetto della Forest Oil: oltre alla subsidenza, il superamento di limiti legali per le emissioni, la vicinanza della raffineria al centro cittadino, i danni che porterà all'economia agricolo-turistico della zona.

«Ricordiamo a Nicola Argirò e all'intera Quarta Commissione», chiude D'Orsogna, «che il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia, afferma che la volontà popolare è vincolante. Chiediamo allora che il nostro desiderio di non essere petrolizzati - manifestato all'unanimita' in mille modi nel corso degli scorsi anni - sia rispettato. E' la democrazia».

19/10/2011 8.56