Miglianico, un anno dopo gli incendi. Nessun colpevole ma il fatto resta

Alessandro Biancardi

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MIGLIANICO. «Non si può dimenticare una brutta pagina di cronaca locale».

Parla così il gruppo consiliare “Viva Miglianico viva” ad un anno da due incendi dolosi che segnarono la cittadina abruzzese ed i cui responsabili non sono stati ancora trovati.

Era il 16 e il 18 ottobre del 2010 quando fu dato fuoco ad un’auto del Comune, parcheggiata sotto il portico del palazzo municipale e, dopo 48 ore, toccò all’auto del sindaco incendiata nel parcheggio di casa sua.

Nonostante le indagini condotte dai Carabinieri e dalle altre forze dell’ordine, ad oggi, non è stato dato un nome ed un volto all’autore o agli autori dei due gesti. Che si tratti di una bravata, un’ intimidazione o ritorsione poco importa, secondo il gruppo consiliare. Ciò che resta è il sapore amaro di quell’esperienza vissuta con sdegno dai miglianichesi.

«Vogliamo ricordare», dice, « il clima di sconcerto, di paura e di lunga preoccupazione che ogni cittadino ha purtroppo vissuto. Non va dimenticato il danno che è stato inflitto all’immagine del paese e della nostra comunità locale. Le brutte notizie non fanno mai buon nome. Rinnoviamo la piena solidarietà ai nostri concittadini che sono stati così provati da quegli eventi dolosi. Invitiamo le forze democratiche, le associazioni cittadine di buona volontà a sostenere il nostro impegno e comunque ad essere partecipi della vita politica e amministrativa locale, affinché non ci siano altre tentazioni di segnare la vita cittadina con gesti esecrandi, come quelli compiuti un anno fa, che non appartengono alla civiltà del popolo miglianichese».

E, proprio ai cittadini, il gruppo consiliare ribadisce «il suo impegno, lavoro ed un serio e scrupoloso controllo. Perchè», conclude, «è questo il compito principale che l’elettorato affida a chi perde le elezioni. Fare proposte a questa maggioranza è cosa inutile».

m.b. 11/10/2011 12.27