Consorzio chietino, nel 2009 "spariscono" i rifiuti. Malandra: «casualità?»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «In sedici comuni su venti del consorzio chietino la produzione totale annua dei rifiuti urbani scende, in alcuni casi vertiginosamente, nel 2009».

A dirlo è Isidoro Malandra dell’associazione “OltreAbruzzi”, che evidenzia come il dato sia in controtendenza rispetto alle statistiche italiane. «Tra il 2006 e il 2007», dice, «in linea con la tendenza nazionale, si assiste a un incremento quasi generalizzato nella produzione dei rifiuti; a Giuliano Teatino e Tollo ad esempio c’è un incremento del dieci per cento circa mentre a Roccamontepiano c’è un decremento del dieci per cento circa, nonostante la popolazione sia diminuita di due unità. Tra il 2007 e il 2008 si assiste ad un primo significativo decremento, ma il dato più interessante viene dal confronto tra i dati 2007 e quelli del 2009».

E infatti, secondo Malandra, proprio nel 2009, «a Canosa Sannita si registra un -34,8% nella produzione di rifiuti, a Fara Filiorum Petri -34,3%, a Casalincontrada -33,9%,a Rapino -31,5%, a Ripa Teatina -31,3%, a Miglianico -26,1%, Ari -24,8%, a Villamagna -23,4%, a Torrevecchia –22,8%, Bucchianico -19,8%, Giuliano teatino -16,2% e via di seguito. Solo in quattro paesi la produzione aumenterebbe: a Casacanditella del 1,8%, a Roccamontepiano del 6,3%, a Tollo dell’8,5% .Caso strano, invece, si verificherebbe a Pretoro dove a fronte di un incremento della produzione di rifiuti del 50,6 %, la popolazione diminuisce di 25 unità».

 «Ma non è tutto», precisa la voce di Associazione OltreAbruzzi, «a guardar bene le date, si nota una singolare coincidenza: la produzione di rifiuti comincia a scendere quando la discarica di Fara chiude il primo settembre del 2008 per saturazione ed i comuni del Consorzio chietino sono costretti ad introdurre seriamente la raccolta differenziata o a conferire i rifiuti presso altre discariche. E’ in questo periodo che la produzione annua di rifiuti scende fino al 15% di Torrevecchia, Casalincontrada, Giuliano Teatino, San Martino sulla Marruccina».

 E’ casuale il fatto che la produzione totale sia diminuita –fa rimarcare ancora Malandra- in coincidenza con la chiusura della discarica di Fara Filiorum Petri oppure è possibile ipotizzare che l’anomalia derivi proprio dal conferimento presso la discarica di Fara?

«E’ possibile che la stragrande maggioranza dei comuni del Consorzio chietino abbia pagato per quantità di rifiuti di molto maggiori rispetto a quelle realmente conferite in discarica? Se tale ipotesi fosse fondata, a pagare il conto salato sarebbero stati i cittadini di molti dei paesi consorziati, dal momento che su di essi ricade per intero il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti».

15/10/2011 11.01