Depuratore di Torino di Sangro sotto sequestro «continua a scaricare liquami nel fiume»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1605

TORINO DI SANGRO. Il Wwf: «chiudere definitivamente l’impianto e punire i responsabili dell’inquinamento».

  Il Wwf da anni segnala la situazione di degrado ambientale presente alla foce del fiume Sangro. Presenza di pescatori abusivi, di strade di accesso inutili ma dannose, abbandono di rifiuti, tentativi di costruire manufatti fino agli argini. La cosa sembra ancora più incredibile considerando che la foce del fiume Sangro è patrimonio ambientale unico, individuato dall’ Unione Europea come Sito di Interesse Comunitario.

Il riconoscimento europeo fu attribuito nel 1995 per l’alto valore naturalistico dell’area dovuto alla ricchezza di tipologie d’habitat di ambiente mediterraneo e alla diversità a livello paesaggistico. «Una delle strutture che contribuiscono al decadimento dell’area è senza dubbio l’impianto di depurazione di Borgata Marina nel Comune di Torino di Sangro», commenta Ines Palena, presidente dell’Associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, «impianto vetusto, sequestrato e sottoposto ad indagine da parte dell’autorità giudiziaria. Nonostante ciò, come dimostrano le immagini, l’impianto è accessibile a chiunque, essendo stato divelto il cancello d’ingresso. Inoltre, nonostante i sequestri e le indagini in corso, l’impianto continua a scaricare liquami non depurati alla foce del fiume Sangro». Ancora una volta ciò che sorprende gli ambientalisti è «l’indifferenza ed il silenzio» delle amministrazioni, tutte in qualche modo coinvolte in questa vicenda: SasiI, Ato, Comune di Torino di Sangro, Regione, Provincia di Chieti, Arta, Asl, Corpo Forestale dello Stato. Tutti questi Enti sanno (o dovrebbero sapere) che questo impianto non funziona come dovrebbe a causa della sua inidoneità strutturale e alla mal gestione.

Cosa hanno fatto sinora la Sasi e l’Ato, responsabili della gestione dei depuratori, e cosa stanno facendo a tutela del corpo idrico del Sangro?, domanda il Wwf. «Quali sono le iniziative del Comune di Torino di Sangro e della ASL competente a tutela della salute pubblica? Gli Enti sono a conoscenza che ci sono pescatori, ignari, che esercitano la loro attività nei pressi del depuratore o addirittura nel punto dello scarico dei liquami? E’ noto che nelle adiacenze del depuratore è situata una struttura ricettiva turistica e che la fascia costiera limitrofa, assiduamente frequentata, è oggetto della balneazione?»

Il Wwf ha inviato una denuncia alla Procura della Repubblica di Vasto nella quale si segnala lo scarico putrido e nerastro che dal depuratore sversa nel fiume causando, a parere dell’Associazione, diversi reati in materia di ambiente e di tutela della salute pubblica. «Chiediamo», conclude Palena, «che si chiuda definitivamente l’impianto di depurazione impedendo l’ulteriore danno all’ambiente. Nel frattempo è urgente emanare un’ordinanza sindacale per prevenire rischi sanitari che vieti l’uso dell’acqua del fiume per fini irrigui e la pesca alla foce del Sangro».

 14/10/2011 15.03