Uda, il giorno dopo. Cuccurullo fiducioso:«Licenziamento chiaro e regolare»

Alessandro Biancardi

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Uda, il giorno dopo. Cuccurullo fiducioso:«Licenziamento chiaro e regolare»
L’INTERVISTA. CHIETI. «Non so nulla di avvisi di garanzia ad altri componenti del CdA o del Senato accademico – conferma Franco Cuccurullo, rettore della d’Annunzio – se qualcuno lo avesse ricevuto, penso che avrebbe fatto una telefonata per dirmelo».*UDA, LICENZIAMENTO NAPOLEONE DECIDERA' IL GIUDICE DEL LAVORO

 Si conclude così, con un chiarimento “di parte”, il lungo dibattito sul numero degli avvisi arrivati all'Università, sul quale – nemmeno fosse il segreto di Ustica – né la Procura né la GdF hanno ritenuto opportuno fare chiarezza. E' confermato, invece, che la Polizia giudiziaria era a caccia di documenti, come i verbali del Senato accademico e del CdA, e soprattutto del parere dell'avvocato Gioia Vaccari, ai più sconosciuto anche se è stato il documento che ha scandito le presunte irregolarità del contratto di Napoleone che è stato definito nullo. Su questo parere si è basato il voto dei 16 consiglieri che hanno votato per il licenziamento. Ma proprio questo aspetto sembra essere alla base di una possibile accusa di falso, secondo l'esposto del direttore generale, Marco Napoleone: come hanno potuto i consiglieri votare il licenziamento se questo parere non lo conoscevano? Soprattutto se, come sembra, la data di arrivo e di protocollo del parere stesso è successiva alla convocazione del CdA e del Senato accademico? Sono questi i dati che gli inquirenti vogliono approfondire. E proprio su questo aspetto abbiamo chiesto al rettore di spiegare come sono andati i fatti.

«La storia dei verbali è semplice da chiarire: quello del Senato accademico viene inviato ai componenti ed entro 5 giorni o si chiedono modifiche e si presentano osservazioni o si ritiene approvato – chiarisce il rettore – per il CdA il verbale è come se non esistesse (“tamquam non esset” chiarisce in latino) perché diventa valido solo dopo l'approvazione che avviene nel Consiglio successivo. Ecco perché non si può dire che non l'ho fornito a chi lo ha chiesto».

E sul parere dell'avvocato Vaccari che secondo alcuni è stato “secretato”?

«Non è vero – aggiunge sicuro Cuccurullo – a tutti quelli che lo hanno richiesto è stata data la possibilità di leggerlo, anche al dg Napoleone che però non lo ha fatto. Ad esempio il consigliere Pellegrini è venuto a consultarlo ed è uscito con appunti corposi che poi ha usato in Consiglio. Se si riferisce al sindaco di Chieti che su questo aspetto ha polemizzato, è vero che ho ricevuto una sua mail con la richiesta del parere, ma non glielo ho spedito per motivi di riservatezza, altrimenti quel parere sarebbe uscito immediatamente sulla stampa. Ma non può lamentarsi di mancato accesso agli atti che lui ha chiesto due ore prima del Consiglio. Sa bene che per l'accesso ci sono anche 30 giorni da aspettare… Poteva leggerlo anche lui».

Tutti si chiedono i motivi veri del contrasto con Marco Napoleone.

«Può sembrare banale, ma tutto nasce dai rilievi del Ministero sul contratto con il dg, sul suo compenso e su eventuali provvedimenti da prendere come Ateneo – conclude Cuccurullo – c'è stata una lunga corrispondenza tra Uda e Miur, poi è arrivata la diffida ad adempiere pena responsabilità personali. Di qui la richiesta del parere pro-veritate all'avvocato Vaccari, la dichiarazione di nullità del contratto e tutto quel che segue».

Come ha vissuto questa giornata?

«Sono tranquillissimo. Ero in ospedale quando mi ha chiamato la segretaria per informarmi che c'era la Finanza. Sono andato in Rettorato, è arrivato anche il mio avvocato, ho messo a disposizione i documenti richiesti e poi sono uscito dal garage, come sempre e non per evitare i fotografi. Adesso aspetto fiducioso il giudizio del giudice civile. Mi affido completamente ai miei avvocati ed a quello che è stato definito il “lodo” Vaccari».

Sebastiano Calella  12/10/2011 9.51

 

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