La Asl mette in vendita il vecchio ospedale di Chieti, ma il Comune non lo sa

Alessandro Biancardi

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La Asl mette in vendita il vecchio ospedale di Chieti, ma il Comune non lo sa
CHIETI. Il manager Asl mette in vendita alla chetichella il vecchio ospedale di Chieti e sposta oltre un milione di euro dal vecchio SS. Annunziata all’ospedale Bernabeo di Ortona.*RAZIONALIZZAZIONE SANITA': «UN’OPERAZIONE PURAMENTE CONTABILE» 

Ma scopre tutto Bruno Di Paolo, vice sindaco di Chieti, uno dei pochi che legge le delibere della Asl. E così, dopo tanti bei discorsi sulla rivitalizzazione del vecchio ospedale, da utilizzare con punto di primo intervento per la parte alta della città che oggi è completamente sguarnita dal punto di vista sanitario, dopo i lavori ed i progetti per sistemare lì ambulatori e qualche reparto, è bastata una delibera nascosta per cancellare tutti i progetti. Parte così l’allarme, viene informato il sindaco Umberto Di Primio che ignora la manovra e si scatena la bagarre.

«Ma dove pensa di vivere Zavattaro? Non sa che a Chieti c’è un’amministrazione comunale con cui si deve rapportare? – si domanda Di Paolo, contenendo a stento l’irritazione -  La delibera del 6 ottobre con cui la Asl mette in vendita il vecchio ospedale civile è tipica dello stile di Zavattaro che opera senza coordinarsi con la città ed il territorio. E’ un vero e proprio scippo, è  un modo di navigare nella sanità teatina, è un fendente mortale all’ex ospedale storico della nostra città». Il tutto è avvenuto senza specificare quale sarà la futura programmazione e dove nascerà il nuovo Polo sanitario teatino. Per Di Paolo, che nella Giunta Di Primio sembra essere l’esponente più attivo e più “in guardia”, si tratta di un colpo basso alle esigenze dei cittadini visto che attualmente presso l’ex ospedale civile si eseguono prelievi e visite specialistiche e ci sono molti uffici operativi, oltre che la Medicina dello Sport, l’Ufficio del Dipartimento tecnico ed il Distretto sanitario di base.

«E’ un atto gravissimo da parte del direttore generale a conferma dell’atteggiamento che sin dal suo insediamento ha assunto nei confronti di Chieti: non si è mai confrontato per tempo con l’Amministrazione comunale, soprattutto sui bisogni dei cittadini che non possono e non devono essere trattati con questa inaudita superficialità – continua Di Paolo - come può un’amministrazione programmare per tempo interventi strutturali se non conosce quali sono i piani di sviluppo e programmazione della Asl? Quale sarà il futuro del Polo sanitario della città? Oppure Zavattaro vuole spostare tutti i servizi ambulatoriali presso il San Camillo, struttura all’apparenza adeguata, ma in realtà non funzionale alle esigenze dei tanti pazienti, specie gli anziani, visto che si trova fuori dal centro urbano ed è difficilmente raggiungibile? Penso proprio che dal premio di risultato che ha ottenuto debba essere detratta la quota per la voce “Chieti”, visto che con scientifica caparbietà continua a sottrarre risorse e servizi alla città».

 Sebastiano Calella  12/10/2011 9.13

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*RAZIONALIZZAZIONE SANITA': «UN’OPERAZIONE PURAMENTE CONTABILE» 

ALANNO. Questo pomeriggio alle 18 si riunirà in seduta straordinaria il consiglio comunale di Scafa, per discutere, insieme anche al presidente della Quinta Commissione (Affari Sociali e Tutela della salute) della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, e al manager della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, delle criticità del Distretto Sanitario di Scafa e dell’ospedale di Popoli. Al consiglio sono stati invitati a partecipare anche alcuni sindaci della vallata, fra cui Enisio Tocco, sindaco di Alanno, che commenta: «il processo di razionalizzazione della sanità locale, portato avanti da Chiodi e dalla Baraldi, sta manifestando carenze e inefficienze, nonostante l’impegno degli operatori sanitari locali. In particolare, al distretto sanitario di Scafa ci sono stati due pensionamenti e sei operatori sono stati sospesi per ragioni giudiziarie, ma nessuno di loro è stato sostituito».

Una simile politica, secondo Tocco, «non potrà che portare gravi disservizi per i cittadini, sia sulle prestazioni stesse che sulla tempistica, in un campo tanto delicato quanto è quello della sanità e in un momento in cui le famiglie hanno sempre meno possibilità, a causa della crisi, di rivolgersi a strutture private». «Eppure», continua il sindaco, «sembra proprio che a questo ci vogliano spingere. Infatti, l’aumento del ticket, non corrisposto da un servizio migliore, la vetustà dei mezzi di soccorso a nostra disposizione, che, specie d’inverno, nel dover raggiungere paesi montani mettono a rischio l’incolumità degli operatori sanitari e dei pazienti stessi, e la proposta di rivedere le convenzioni con le associazioni di volontariato che gestiscono il servizio di primo soccorso, nonché i tagli al trasporto pubblico, a causa dei quali gli abitanti dell’entroterra sempre con maggiore difficoltà possono raggiungere i presidi ospedalieri, renderanno sempre più difficile per i cittadini usufruire della sanità pubblica. Ma per molti, questa, è l’unica alternativa. Questa razionalizzazione è chiaramente ed esclusivamente di natura “contabile” e non prende in considerazione l’offerta sanitaria». «Mi chiedo», chiude il primo cittadino, «se in un momento simile sia il caso di raddoppiare il premio del manager della Asl D’Amario, creando, così, un ulteriore spacco con la cittadinanza». 

12/10/2011 11.22