Università D’Annunzio. Indagato Cuccurullo:«confermo, sul decreto un solo nome: il mio»

Alessandro Biancardi

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Università D’Annunzio. Indagato Cuccurullo:«confermo, sul decreto un solo nome: il mio»
CHIETI. Il rettore dell'università di Chieti-Pescara, Franco Cuccurullo, è indagato per abuso d'ufficio e falso.

Si tratta di una delle indagini di cui PrimaDaNoi.it ha dato conto nei giorni scorsi e che oggi si è palesata con la notifica agli indagati degli avvisi di garanzia. Contestualmente gli investigatori di Chieti hanno eseguito alcune perquisizioni negli uffici del rettorato. L’indagine riguarderebbe fatti nuovi e più datati che in qualche modo riguarderebbero anche il rapporto con l’ex direttore generale, Marco Napoleone.

Nei giorni scorsi la “rumorosa” risoluzione del contratto tra l'ateneo e il direttore generale che è sfociata in alcune iniziative giudiziarie anche personali di Napoleone. Gli investigatori, da quanto si apprende, avrebbero sequestrato anche la documentazione riguardante le sedute sia del senato accademico sia del consiglio di amministrazione. Sarebbero oltre una decina gli indagati.

11/10/2011 13.28

* TUTTO SULLO SCONTRO CUCCURULLO-NAPOLEONE

CUCCURULLO CONFERMA:«SONO INDAGATO, SUL DECRETO SOLO IL MIO NOME»

«Sì,  confermo: stamattina mi è stato notificato un avviso di garanzia sulla vicenda Napoleone»: il rettore Franco Cuccurullo risponde tranquillo al telefono e non si nega ad una breve chiacchierata. Tra l’altro per quello che risulta a PrimaDaNoi.it tecnicamente si è trattato di un decreto di sequestro della documentazione che riguarda il licenziamento del dg Marco Napoleone e che equivale ad un avviso di garanzia, obbligatorio quando si compiono atti, come perquisizioni e sequestri, il che spiega anche la rapidità con cui la vicenda è stata attivata dopo l’esposto penale di Napoleone.

Solo a lei o anche ad altri esponenti della d’Annunzio, gira voce che si tratti di tutto il Cda e del Senato accademico? Quanti nomi ci sono nel provvedimento?

«C’è solo il mio nome».

Chi glielo ha notificato, la Digos o la Guardia di Finanza?

«Sì sono qualificati come Gdf. Ma ne possiamo parlare a voce, io sono del tutto sereno. Quasi quasi me l’aspettavo».

 Si chiude con queste parole del rettore la richiesta all’interessato avvisato per falso e abuso d’ufficio. La mattinata calda della Polizia giudiziaria si è chiusa invece con il sequestro dei verbali, peraltro incompleti e terminati solo nel punto che riguardava il licenziamento del dg, e con l’acquisizione del parere dell’avvocato Gioia Vaccari, che è stata la base delle decisioni del CdA sulla nullità del contratto di Marco Napoleone.

La lunga 24 ore di indiscrezioni e di tam tam ha dunque un punto fermo: l’esposto penale di Napoleone ha avuto come conseguenza l’acquisizione d’ufficio dei documenti che erano stati negati con la richiesta di accesso agli atti. Una stranezza, già più volte rilevata e che è di ostacolo anche alla causa civile iniziata oggi. Ieri mattina  – dicevamo - si era già diffusa la voce della consegna dell’avviso, forse confondendo un’altra acquisizione di documentazione da parte della Gdf che riguardava però un’inchiesta in corso da mesi sulle presenze e sui rimborsi del rettore, sotto le lente degli inquirenti per un esposto in cui si parla di presenze ubiquitarie di Cuccurullo a Chieti e a Roma, alla Asl ed al rettorato. Poi stamattina le segnalazioni insistenti sull’arrivo di 32 avvisi, finora non confermati forse per una scelta degli inquirenti di tenere alta l’attenzione sull’Università negando ai giornalisti conferme e particolari invece molto dettagliati in occasione di altri avvisi. In particolare, per quanto se ne sa, la Procura della Repubblica ha solo ottenuto con decreto l’esibizione dei documenti necessari per dare o non dare credibilità e corpo alle accuse di falso e di abuso d’ufficio, originate dal segreto con cui è stata condotta l’operazione “licenziamento”.

Ci sono stati naturalmente momenti di tensione quando alle 9,30 la Polizia giudiziaria si è presentata al rettorato. E poco dopo è arrivato trafelato Goffredo Tatozzi, l’avvocato del rettore, che si è infilato negli uffici da cui poi è uscito attraverso il passaggio secondario del garage. Più tardi è arrivato anche il professor Giuseppe Paolone, che si è dichiarato ignaro di tutto, così come Paolo Sacchetta (nella foto), uno dei padri del nuovo Statuto dell’Università. Poi l’attenzione si è spostata all’udienza civile che doveva iniziare alle 12,30, ma che è slittata perché il giudice era impegnato in una udienza collegiale fallimentare.

Sebastiano Calella  11/10/2011 15.06