Incendio a Rosciano, fiamme sull’area dell’impianto smaltimento rifiuti chimici

Alessandro Biancardi

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ROSCIANO. E’ stata una giornata di fuoco quella di venerdì scorso nei pressi di Villa Oliveti, frazione del Comune di Rosciano dove, su un’area di circa 15/20 ettari, è divampato un incendio.

I dodici vigili del fuoco accorsi sul posto hanno cercato di sedare le fiamme che avevano già devastato un ex cava d’argilla, una seconda ex area estrattiva, di dimensioni minori, e Borgo San Benedetto dove è in cantiere un progetto edilizio di bioarchitettura. L’incendio ha investito anche buona parte dell’area (zona ex cava d’argilla) dove la società Mb Dumping Ground Treatment di Giuseppe Bellia aveva deciso di realizzare un impianto industriale per il trattamento chimico di rifiuti.

«Quel giorno», testimonia Lorenzo Scipione, un cittadino del posto, «abbiamo dovuto chiudere il cantiere per metterlo in sicurezza. Le fiamme si erano estese fin lì». E Gabriele Berardinelli gli fa eco: «si è sviluppato in un’area limitrofa e poi le fiamme lo hanno esteso. Ma non ero sul posto».

L'incendio ha lambito l'area delle due ex cave (dove dovrebbe sorgere l’impianto di smaltimento rifiuti, l'iter di approvazione è in corso proprio questa settimana), lasciando immuni altre aree. Che cosa abbia scatenato il rogo è ancora un mistero anche se la versione più accreditata è quella della casualità (siccità, forte vento ed incuria umana possono diventare, in questi casi, la combinazione perfetta per un incendio). La legge 353 vieta adesso di modificare la destinazione d'uso delle aree colpite dai roghi. Quindi né strutture nè costruzioni?

Il progetto era stato avversato sin dall’inizio da Wwf Abruzzo, Borgo San Benedetto e la sezione del Pd di Rosciano che hanno subito espresso forte preoccupazione. Tra gli aspetti contestati oggetto delle osservazioni del Wwf Chieti vi è senza dubbio l’ ubicazione dell’impianto che sorgerebbe troppo vicino al centro abitato di Rosciano, Villa Oliveti. «Come se non bastasse», dichiarava il presidente Wwf, Nicoletta Di Francesco, «tutto intorno all’area individuata per l’impianto di trattamento e deposito rifiuti si estendono coltivazioni, anche di pregio, che potrebbero essere seriamente danneggiate da eventuali dispersioni in atmosfera. Si fa presente che il Comune di Rosciano è parte delle Città del Vino d’Italia».

Altro problema sarebbe la pericolosità sismica dell’area che corrisponderebbe ad un grado di sismicità medio, il secondo per gravità di rischio in una scala che prevede 4 livelli. 

Marirosa Barbieri 11/10/2011 9.13