Asl Chieti: arrivano i "non medici" a seguire i malati

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Per la prima volta in Abruzzo sei unità operative “trasversali” – affidate di massima a operatori non medici – prenderanno per mano il paziente e lo accompagneranno lungo un percorso clinico (oggi spesso difficile da percorrere) tra ospedale e territorio».

E’ questa – secondo la Asl - una delle novità delineate dal nuovo atto aziendale, una sorta di statuto che definisce regole, assetto e obiettivi cui sta lavorando la Direzione Generale della Asl Lanciano Vasto Chieti. Come anticipato da PrimaDaNoi.it l’Atto aziendale prevede un’articolazione dello staff del manager con 6 responsabili che metteranno «al centro della propria attenzione il paziente fragile, il paziente oncologico, il cronico, quello cosiddetto “urgente”, il post acuto, cui si aggiungerà un percorso riservato ai bambini, dalla nascita all’infanzia fino all’età evolutiva. Niente più compartimenti stagni e viaggi a ostacoli tra i reparti ospedalieri e i servizi sparsi sul territorio – scrive in un comunicato la Asl - l’Azienda punta a razionalizzare e coordinare le attività sanitarie, al fine di affermare nei fatti, e non solo nelle petizioni di principio, la volontà di porre il paziente al centro dell’organizzazione dei servizi, garantendogli la continuità delle cure e la massima integrazione tra i singoli passaggi del suo rapporto con il sistema sanitario».

 La novità, secondo il manager, sarebbe che questi responsabili non fanno parte del personale medico. Altra novità è l’attenzione al territorio: nasce infatti «il Comitato di coordinamento delle attività distrettuali, del quale faranno parte i direttori dei Distretti sanitari, dei dipartimenti di Salute mentale, Prevenzione e Materno-infantile nonché i responsabili sanitari degli ospedali». L’atto aziendale – illustrato ieri ai componenti della Commissione consultiva paritetica tra Asl e Università d’Annunzio di Chieti-Pescara – provvederà inoltre a una razionalizzazione delle unità operative “complesse”, “semplici a valenza dipartimentale” e “semplici” in cui è articolata l’Azienda. Per il settore sanitario quelle complesse (costituite da un insieme di attività omogenee) passeranno dalle attuali 166 a un centinaio, organizzate in undici dipartimenti (Medico, Chirurgico, Cuore, Emergenza accettazione, Oncologico, Immagini, Salute mentale, Materno infantile, Prevenzione, Amministrativo, Logistica e Area di supporto) cui si aggiungono i Distretti sanitari.

Sono dunque confermate le anticipazioni di Pdn, anche se proprio il comunicato Asl fa sorgere qualche perplessità per almeno due motivi. Il primo è la presenza di personale non medico (altre assunzioni nello staff del dg?) per seguire i percorsi dei malati, il che potrebbe far nascere conflittualità varie con il personale medico. Inoltre non sembra una novità parlare di “percorsi” dei malati da guidare all’interno della Asl, visto che le vecchie gestioni Asl (Maresca e soprattutto Caporossi) avevano già attivato il “day service”, cioè programmi di prestazioni ambulatoriali con ricetta rossa che oggi vengono chiamati “percorsi”. Insomma una riedizioni dei vecchi Pac, pacchetti ambulatoriali complessi, che vengono riproposti solo con una verniciatura e con la complicazione di far convivere medici e non medici al capezzale di un paziente. Il secondo motivo di perplessità è definire “nuovo” il Comitato di coordinamento delle attività distrettuali. Infatti il Piano sanitario in vigore già prevede il Comitato tecnico aziendale delle attività distrettuali, quindi c’è solo il cambio di nome.

s. c.  08/10/2011 10.30