Ortona, il sindaco Fratino si dimette: «Sono stato lasciato solo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7772

Ortona, il sindaco Fratino si dimette: «Sono stato lasciato solo»
ORTONA. Si è dimesso questa mattina il sindaco di Ortona Nicola Fratino.*L'IMPRENDITORE IN SCIOPERO DELLA FAME: «CI STANNO UCCIDENDO»

Conferenza stampa prevista alle 12 in Comune. Al momento il sindaco non rilascia dichiarazioni e anche la sua portavoce conferma che commenti e motivazioni verranno spiegate ai giornalisti tra 30 minuti. Nei giorni scorsi il clima era diventato incandescente. In città si sono rianimati i comitati che protestano contro l'attivazione della Turbogas in contrada Tamarete e qualche giorno fa in Consiglio il sindaco aveva mostrato l'atto firmato con cui si conclude l’iter per autorizzare l’attivazione della centrale. Ieri, invece, l'associazione dei consumatori Codici aveva chiesto a Fratino di soprassedere «dall’assunzione di qualsiasi provvedimento» per l'impianto. In caso contrario, ha annunciato Giovanni D'Andrea, responsabile regionale, «l'associazione si riserverà di tutelare le ragioni dei cittadini «in tutte le sedi giudiziarie competenti».

Quello dell'annuncio delle dimissioni non è un evento nuovo nei due mandati del sindaco Fratino. In questi anni la sua maggioranza è sempre stata litigiosa ma ha sempre saputo ricomporre i dissidi accontentando le varie istanze dei partiti che lo appoggiano.  

07/10/2011 11.32

I MOTIVI SONO PERSONALI MA LA MAGGIORANZA NON C’E’ PIU’

 Alla fine il sindaco Fratino ha firmato la sua lettera di dimissioni «per motivi personali».

Poi però in conferenza stampa convocata urgentemente stamattina ha spiegato che «non esistono più le condizioni politiche ed è venuta meno anche la serenità necessaria per amministrare la città».

«Da mesi, ormai», ha proseguito il sindaco dimissionario, «il Consiglio Comunale si riunisce solo in seconda convocazione a causa dei malumori ripetuti, continui ed infondati di questo o di quel Consigliere Comunale».

 Ieri sera, poi la goccia che avrebbe fato traboccare il vaso: il Consiglio, convocato in via di urgenza, ha dovuto prendere atto di ben sette assenze tra le file della maggioranza. All’ordine del giorno come detto c’era il procedimento per la realizzazione della turbogas in contrada Tamarete.

«Purtroppo, nell’opinione pubblica, è maturata la convinzione che sia il sindaco, attraverso il rilascio o meno dell’autorizzazione sanitaria, a decidere l’attivazione dell’impianto», ha detto Fratino lasciando intendere un concetto che aveva sfoderato più volte anche ai tempi delle dure contestazioni sul Centro Oli: problemi di comunicazione.

«Non è così», ha detto Fratino, «quello che è alla mia firma è un atto rilasciato sulla scorta dei pareri già espressi, in sede di conferenza di servizio, dagli Enti preposti, come Arta, Asl, ecc., e che viene trasmesso alla Regione, deputata al rilascio dell’autorizzazione. Come se non bastasse», ha proseguito, «fuori dalla procedura ordinaria e come disposto dal Consiglio Comunale, abbiamo chiesto un parere ad un esperto dell’Istituto Iride. Abbiamo fatto nostro anche uno studio redatto dall’Istituto Mario Negri Sud su incarico di un Comitato spontaneo. Alla luce di tutto questo, ad oggi nessun gruppo consiliare si è espresso chiaramente. Ci si è limitati a dire, ieri sera in sede di Consiglio, “il Sindaco è persona seria e responsabile, sa lui cosa deve fare”. Sono stato lasciato solo dalla mia stessa maggioranza».

«Di contro», ha detto ancora, «l’opposizione ha pensato bene di abbandonare l’aula e di mandare deserta la seduta piuttosto che affrontare il dibattito. Simili temi devono essere discussi senza preclusione di sorta e senza guardare i colori e le posizioni politiche. Non esiste destra o sinistra in questi casi. Sono deluso, amareggiato e dispiaciuto per l’epilogo di questo mio secondo mandato, ma purtroppo non ci sono le condizioni politiche ed ambientali per continuare. Nell’interesse della mia città, che merita di essere amministrata, mi dimetto».

07/10/2011 14.31

 

[pagebreak]

L'IMPRENDITORE IN SCIOPERO DELLA FAME: «CI STANNO UCCIDENDO»

ORTONA. Paolo Cieri della ''Cieri vini'', una delle più grandi cantine dell'ortonese, da ieri sera ha proclamato lo sciopero della fame. Da qualche minuto ha appreso la notizia che il sindaco Fratino si è dimesso e non appare sorpreso: «ci ho discusso ieri sera in Consiglio, gli ho detto che deve fare il suo lavoro, deve fare l'autorità sanitaria e pensare al bene dei suoi cittadini. Ora dice in giro che l'ho anche minacciato...».

Nessuna minaccia, assicura l'imprenditore, che non smentisce però di aver usato probabilmente toni accesi. I toni di chi sta combattendo con tutte le forze per non veder morire l'impresa di una vita. Cieri, come altri duecento residenti che si trovano in contrada Tamarete e altre aziende piccole, medie e grandi, è esasperato e ha la chiara sensazione che la sua attività abbia le ore contate: «la mia azienda raccoglie uva e la trasforma. Non la imbottigliamo ma i clienti scappano. Devo convincerli che le mie uve sono biologicamente a posto. Non ce la faccio più a convincerli. Non ci credono più e vanno altrove. Ho perso il 70% del fatturato, non so che garanzie dare, non so come convincerli», ripete esasperato come una cantilena. «Vengano loro (i politici, ndr) a dirgli che è tutto a posto a me non credono più».

«In 200 metri», continua Cieri, «ci sono cinque aziende insalubri. In due di queste il sindaco ha alcune partecipazioni societarie». E mentre la contrada cambia volto e sembra destinata a perdere la propria tipicità gli ortonesi insorgono. Solo qualche ora fa l'ultimo esposto alla magistratura a seguito di alcuni malori improvvisi in contrada Alboreto. E poi c'è la relazione del Mario Negri sud che non lascia dormire sonni tranquilli. «La frittata è fatta», continua Cieri.

Fino a quando porterà avanti lo sciopero della fame? «Fino a quando il sindaco non farà l'autorità sanitaria e si accerti di quello che sta accadendo sul territorio prima di rilasciare il parere. Qui bisogna fare le cose per bene», continua l'imprenditore. «Basta con le cose all'italiana. Dobbiamo cominciare a fare le cose come in Canton Ticino».

Una presa di posizione dura che parla di una lunga esasperazione repressa per molto tempo e che ora esplode. In fondo sempre più persone contestano le scelte dell’amministrazione comunale di centrodestra e mal digeriscono veri o presunti conflitti di interessi di alcuni amministratori. La protesta cresce proprio come successe all’epoca del centro oli: pare che la storia si ripeta uguale e che non abbia insegnato nulla.

Cieri ha problemi di dialogo con l’amministrazione comunale ed è il fratello del presidente del consiglio, Lucio Cieri (Pdl ex An).

IL COMITATO:«SULLA TURBOGAS BUGIE E NESSUN COMPROMESSO»

 Il clima si fa incandescente e così il Comitato Osservatorio Ambiente diffida pubblicamene i consiglieri (futuri ex) a divulgare informazioni false che attengono ad una presunta compensazione indenaro da parte della ditta Tamarete Energia srl.

«L’ipotesi di una compensazione ambientale», dice il comitato, «non è praticabile in quanto non intendiamo scendere a nessun tipo di compromesso con la ditta Tamarete Energia srl e/o con il Comune di Ortona. Trattasi di una questione tra la ditta stessa e il predetto ente, rispetto alla quale il Comitato è e rimarrà completamente estraneo. Non esistono misure compensative di alcun genere che possano mitigare il grande impatto negativo della centrale turbogas sulla salute delle persone e sull’ambiente, per cui questo Comitato continuerà a battersi, con tutte le proprie forze, per impedire l’apertura dell’impianto».

Secondo il comitato non corrisponderebbe al vero come dichiarato dal consiglire Domenico De Iure nella sua lettera di presentazione del progetto di compensazione al Comune di Ortona, «quel Comitato avrebbe deciso di soprassedere alla presentazione per valutare meglio l’ulteriore valore dell’impatto prodotto»

«Questa frase è falsa e offensiva e non appartiene alla filosofia del Comitato, la salute non è merce di scambio e non si baratta. Per questi motivi, nel merito, si diffidano i componenti del Consiglio Comunale dal diffondere false e tendenziose informazioni al riguardo mai deliberate dal Comitato».

07/10/2011 12.28

   07/10/2011 12.15