Evasione, restituiti al notaio Litterio 250 mila euro

Alessandro Biancardi

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VASTO. Tornano nella disponibilità del notaio Camillo Litterio i 250 mila euro sequestrati un anno fa dalla Procura della Repubblica di Vasto nell'ambito di un'inchiesta su una presunta evasione fiscale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, annullando il provvedimento di sequestro preventivo emesso dalla magistratura vastese a carico del professionista, a seguito dell'attività investigativa della Guardia di finanza della Compagnia di Vasto per evasione fiscale, peculato e sottrazione fraudolenta di beni all'attività esecutiva dello Stato.

Secondo la suprema corte, il sequestro della somma non era pertinente alle accuse contestate al professionista vastese. La Procura contesta al professionista di essersi appropriato delle somme a lui consegnate dai clienti per il pagamento delle imposte di registro. Le indagini sono partite da una denuncia dell'Agenzia delle entrate che avrebbe rilevato una serie di ruoli non pagati per una cifra superiore al milione di euro.

L'arresto avvenne ad ottobre dell'anno scorso. Il debito fiscale stimato a carico di Litterio è di oltre 1.800.000 euro, e fino a qualche mese fa l’amministrazione finanziaria non era riuscita a soddisfare il proprio credito in quanto il notaio, insieme alla moglie, avrebbe costituito un fondo patrimoniale, impedendo così l’esecuzione forzata sui suoi beni.

Il Giudice per le indagini preliminari di Vasto, ritenuto il carattere fraudolento di tale costituzione, aveva disposto il sequestro dell’intero fondo patrimoniale, costituito da undici immobili situati nel centro di Vasto.

Nei mesi scorsi erano stati sequestati anche circa 500 mila euro (una parte in contanti il giorno dell’arresto). Il 20 gennaio, su istanza degli avvocati difensori, Giovanni Di Biase e Giovanni Cerella, il notaio aveva riottenuto la libertà. I legali hanno dimostrato che circa 250 mila euro, oggi rientrati nelle sue disponibilità dopo la sentenza della Cassazione, erano stati prelevati in banca dai figli del professionista dopo il suo arresto ed erano il frutto dell'accensione di un mutuo per pagare i debiti di imposta.

 04/10/2011 12.20