Asl Chieti, pronto l’Atto aziendale: più organizzazione, meno servizi socio-sanitari

Alessandro Biancardi

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Asl Chieti, pronto l’Atto aziendale: più organizzazione, meno servizi socio-sanitari
CHIETI. Otto Dipartimenti ospedalieri, più tre misti ospedale-territorio, più un’area di supporto ed uno staff allargato per il direttore generale e 8 Distretti sul territorio.

E’ questo il contenuto dell’Atto aziendale che riorganizza e ridisegna la Asl Lanciano-Vasto-Chieti e la cui bozza quasi definitiva il manager Francesco Zavattaro ha illustrato ai sindacati, da cui attende proposte e osservazioni. Che non tarderanno e che sono già molte, sia per la complessità dell’argomento, sia per i riflessi delle scelte del manager sulla qualità delle cure erogate e sulle conseguenze economiche sulla sanità teatina (dai risparmi per l’organizzazione più efficiente del lavoro, agli stipendi che lieviteranno per pochi privilegiati). In sintesi ci sono 8 Dipartimenti ospedalieri: Chirurgico, Medico, Cuore, Dea (emergenza e accettazione), Prevenzione, Amministrativo, Logistica, Immagine. A questi si aggiungono tre Dipartimenti misti ospedale-territorio: Oncologico, Salute mentale, Materno infantile. Nell’area di supporto vengono invece sistemati i Laboratori, l’Anestesia e la Rianimazione, il servizio Trasfusionale e l’area del Farmaco. Nello staff del direttore generale ci sono poi 6 responsabili per i Pazienti “fragile, oncologico, cronico, acuto (ictus, infarto, bronchi e polmoni) e post acuto”. Infine gli 8 Distretti: Lanciano, Vasto, Alto Vastese, Sangro-Aventino, Chieti, Francavilla al mare, Ortona, Guardiagrele.

Come già detto, questa è una bozza che può cambiare. Ma ad una prima, superficiale analisi è abbastanza chiara la scelta del manager Zavattaro: far discendere il miglioramento della sanità provinciale da un’organizzazione del lavoro più efficiente. Il solito clichè, ormai un pò demodé, che ha guidato la sanità di questi due ultimi anni: più attenzione agli equilibri finanziari che ai servizi, senza preoccuparsi troppo delle prestazioni per i cittadini, come ha dimostrato l’indifferenza alle conseguenze sociali dei tagli, soprattutto quelli sui piccoli ospedali. Infatti nella bozza scompare o è fortemente ridimensionata l’attività dei Consultori, cioè il settore socio-sanitario della Asl, mancano del tutto la Fisioterapia e la Riabilitazione, del tutto inesistente è la riconversione di piccoli ospedali chiusi, pure tassativamente prevista nel Piano sanitario nazionale 2011-2013 approvato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni. Sono proposte importanti che sembrano non tener conto delle indicazioni generali sugli Atti aziendali: ad esempio il sub Commissario Giovanna Baraldi nei suoi piani inserisce la Fisioterapia e la Riabilitazione, ma esclude il Dipartimento Oncologico, che invece qui c’è in forma autonoma, se pure annacquato con una proiezione delle sue attività sul territorio (nella Asl di Pescara invece è inserito nel Dipartimento medico). Inoltre sembra che le funzioni dei responsabili dello staff sui Pazienti si sovrappongano a quelle dei capi Dipartimento. Infine sembra altrettanto strano, se non di più, che siano declassati servizi nevralgici come il Laboratorio o l’Anestesia e la Rianimazione che non solo sono guidati da un coordinatore senza indennità, ma di fatto sono in subordine ai Dipartimenti. Al contrario Anestesia e Rianimazione dovrebbero essere inseriti nel Dea (Dipartimento emergenza e accettazione), visto che la legge tra l’altro prevede espressamente che nei Dea di secondo livello sia previsto il reparto di Anestesia. Come sembrerebbe più logico allocare i servizi di Laboratorio e Trasfusionale in un Dipartimento dei servizi con dentro anche le Immagini, cioè la Radiologia, che invece viene ritenuta più importante – il che non è – del Laboratorio analisi o della Farmacia, tanto da avere un Dipartimento specifico. Critiche in arrivo dunque sia per la creazione dei Dipartimenti misti e non solo ospedalieri, sia per l’equiparazione economica ai capi Dipartimento dei responsabili dei Distretti (ai quali ultimi verrebbe attribuita un’indennità annua da 27 mila euro), sia per il declassamento dell’area di supporto, in cui sono previsti solo coordinatori. E molta attesa c’è anche per le decisioni sul destino dei piccoli ospedali, da riconvertire secondo il PS 2011-2013, ma destinati in provincia di Chieti o alla chiusura totale o al lento, progressivo e silenzioso scivolamento verso la funzione di ospizio, senza ulteriori servizi al territorio.

Sebastiano Calella  03/10/2011 8.57