Inquinamento dell'aria a Chieti scalo: trovati 32 contaminanti

Alessandro Biancardi

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Inquinamento dell'aria a Chieti scalo: trovati 32 contaminanti
I DOCUMENTI. CHIETI. Lo studio annuale dell'Università di Siena evidenzia in periodi diversi alte concentrazioni di policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici e pesticidi.

Nell'aria di Chieti scalo è presente un preoccupante mix di inquinanti: la conferma arriva dai risultati finali di uno studio annuale condotto dall'Università di Siena su incarico del Wwf e del Comitato Villablocc. Alcuni mesi or sono erano stati presentati i dati relativi al primo periodo. Ora viene divulgato lo studio completo relativo all'intero arco dell'anno.

La ricerca, infatti, si è basata su un campionamento avvenuto attraverso l'uso di particolari campionatori passivi installati in due punti diversi di Chieti scalo. L'università di Siena, con il team di ricerca coordinato da Karla Pozo, ha provveduto ad un'analisi per trimestri dei contaminanti accumulati nei filtri posti nei campionatori. Questa tecnica si sta diffondendo sempre di più perchè poco costosa rispetto alle normali centraline che, peraltro, non offrono solitamente la possibilità di ricercare un ampio spettro di contaminanti.

Lo studio ha confermato la presenza di ben 32 contaminanti su 59 sostanze a vario titolo pericolose per la salute che sono state cercate. In periodi diversi hanno raggiunto concentrazioni elevate sostanze o gruppi di sostanze che hanno gravi effetti sull'uomo. In particolare nel terzo e quarto trimestre sono state rilevate alte concentrazioni dei pericolosi Policlorobifenili (PCB), sostanze che si bioaccumulano progressivamente, con il picco massimo di 1.600 picogrammi/mc nel terzo periodo di campionamento. Sempre nel terzo periodo, corrispondente all'estate 2010, sono state rilevate alte concentrazioni di un insetticida, il Clorpirifos, recentemente proibito dall'Agenzia americana per l'Ambiente per tutti gli impieghi non agricoli perchè può provocare iper-eccitazione del sistema nervoso in particolare nei bambini.

Nel primo periodo di campionamento sono stati registrati picchi elevati di Idrocarburi Policiclici Aromatici (fino a 35.000 picogrammi/mc). Valori marcatamente più bassi sono stati registrati nei periodi 2 e 3, con un successivo e leggero aumento nel quarto periodo. La concentrazione media annuale registrata a Chieti scalo per questo gruppo di inquinanti  Chieti scalo, simile a quella di alcune zone di Bari e di Taranto.

Grazie alla prosecuzione dell'indagine oltre il primo periodo, si è potuta confermare la presenza in 5 campioni su 8 (relativi, come detto, a 4 periodi per 2 siti) di un pesticida bandito dal commercio, l'esaclorocicloesano (più noto come Lindano). La concentrazione è risultata molto elevata nel primo periodo ma la sua presenza, in concentrazioni comunque rilevanti (almeno in una delle due stazioni), si è protratta anche nel secondo e terzo periodo.

«Come avevamo promesso», commenta Nicoletta Di Francesco, presidente del Wwf di Chieti, «nonostante le nostre limitate risorse, abbiamo portato a termine quello che amministratori e politici non hanno realizzato nonostante esistano da oltre 15 anni precisi obblighi di legge posti a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Per i vari incendi che si sono ripetuti a Chieti scalo abbiamo chiesto un monitoraggio sanitario della popolazione che non è avvenuto, quando bastava procedere ad alcune analisi del sangue per cercare composti emessi durante gli incendi. Le norme comunitarie, peraltro, prevedono un monitoraggio dell'aria per l'intero arco dell'anno. Alcuni mesi fa siamo arrivati a diffidare la Regione per le gravissime inadempienze circa l'applicazione del Piano della Qualità dell'Aria approvato nel 2007 dalla stessa regione. Un piano che è peraltro estremamente lacunoso. Nonostante ciò la Regione continua ad autorizzare impianti produttivi e grandi attività commerciali che emettono inquinanti dai camini e portano traffico nella Val Pescara, aggravando una situazione già palesemente compromessa»

«Noi cittadini di Chieti Scalo viviamo  una situazione insopportabile che non può continuare», commenta invece Paolo Olivo, portavoce del Comitato Villablocc di Chieti Scalo. «Quello che da anni chiediamo è di veder rispettato il nostro diritto a vivere in ambienti salubri e non in condizioni che potrebbero mettere a grave rischio la  nostra salute. Ci rivolgiamo al sindaco, visto che è la massima autorità sanitaria, affinchè prenda i giusti  provvedimenti richiesti dalla situazione. Ci appelliamo inoltre al senso di responsabilità di quei funzionari  ed amministratori che fino ad oggi in maniera evidente non hanno assolto pienamente ai loro obblighi».

01/10/2011 12.40

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