Asl Chieti, una consulenza da 500 euro al giorno all’Università

Alessandro Biancardi

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Asl Chieti, una consulenza da 500 euro al giorno all’Università
CHIETI. Una consulenza da 500 euro al giorno più iva, per venti giorni. A conti fatti si tratta di 10 mila euro più iva che la Asl di Chieti paga all’Università di Chieti.

In particolare al Cesi, per una collaborazione nello screening  per la prevenzione del cancro alla mammella, al colon-retto e alla cervice uterina. E’ di pochi giorni fa la delibera dell’azienda sanitaria (la numero 1095 del 23 settembre scorso, immediatamente esecutiva) con cui il direttore sanitario Francesco Zavattaro ha accettato la convenzione con il Centro dell’invecchiamento, diretto dal professor Andrea Mezzetti, dopo la proposta di collaborazione avanzata a suo tempo dal Cesi stesso. In pratica il manager vuole realizzare quanto previsto nel Piano per la prevenzione 2010-2012 affidando ad esterni una pratica che forse poteva essere svolta direttamente dal personale in servizio e già pagato dalla Asl. Non sembra il massimo in tempi di risparmi e di tagli, ma tant’è e l’università viaggia sempre su una corsia preferenziale. Nella proposta presentata ed accettata, il Cesi si impegna a garantire con il professor Lamberto Manzoli (già in passato responsabile scientifico nella Regione Abruzzo di un Progetto nazionale  analogo) una presenza ed un’attività di 20 giorni in totale per la gestione strategica e per l’analisi epidemiologica e statistica di questi tumori. Il “consulente esperto” verrà pagato 10 mila euro più iva con queste cadenze: 4 mila euro alla firma della convenzione,  3 mila dopo dieci giorni lavorativi, gli ultimi 3 mila entro 60 giorni dalla fine del progetto che non potrà andare oltre il 30 giugno 2012. Potrebbe sembrare un lavoro che qualsiasi igienista in servizio avrebbe potuto svolgere e che il manager poteva affidare direttamente al Dipartimento della prevenzione.

E se si pensa che 20 giorni lavorativi di un medico in servizio costano sì è no 2mila euro, i 10 mila più iva sembrano una cifra importante. Il che non mette di buon umore i medici ospedalieri, sempre in prima linea come fanti nelle trincee dell’ospedale e sempre battuti in prebende dai generali nelle retrovie.

Sebastiano Calella  01/10/2011 12.58