Ortona, lo scandalo delle sale operatorie inaugurate e chiuse

Alessandro Biancardi

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Ortona, lo scandalo delle sale operatorie inaugurate e chiuse
ORTONA. «Le sale operatorie del presidio ospedaliero G.Bernabeo di Ortona, inaugurate in pompa magna il 24 giugno 2011, non sono ancora entrate in funzione».

A dirlo è Giuseppe Tatasciore, presidente del Tribunale dei diritti del malato che non si piega davanti alla promessa “non mantenuta” da parte del  direttore generale di aprire le sale per i primi di settembre 2011. «Siamo al 25 settembre», dice Tatasciore,«e, da informazioni assunte, a seguito di incresciose situazioni preesistenti ed irrisolte le sale operatorie non potranno essere funzionali, quindi la cosiddetta apertura sarà prorogata ancora una volta, si parla della metà ottobre».

Ancora una volta, quindi il nosocomio ortonese è al centro dell’attenzione per i suoi ritardi e piccoli problemi che impediscono la messa in funzione di reparti e strutture (come il centro operativo di fecondazione medicalmente assistita Fivet) già regolarmente inaugurate.

Ma facciamo un passo indietro.   I lavori, per l’apertura delle sale operatorie sono iniziati nell’agosto 2007 e, secondo le previsioni, dovevano concludersi in 18 mesi, per un costo pari ad un milione e 380 mila euro. Ma strada facendo, si sa, possono esserci degli imprevisti. E infatti, mentre i lavori erano in corso si sono verificati numerosi problemi di natura statica e funzionale che hanno reso necessario apportare modifiche al progetto originario.

Finalmente, dopo 4 anni, il blocco operatorio completamente rinnovato viene inaugurato ma le grane non finiscono perché a cose fatte, quando tutto sembra pronto per la messa in funzione delle strutture, ci si accorge che ci sono ancora problemi. «Si tratta», dice Tatasciore,«degli impianti di ventilazione per l’areazione che risultano non a norma, la porta di separazione ambiente sterile e  non, non è nello stato di efficienza normalizzata, la controsoffittatura non risulta a norma, di conseguenza deve essere smantellata e rifatta con i criteri stabiliti; sono “piccoli” problemi ma sono quelli che impediscono la corretta e puntuale apertura dell’apparato sale operatorie. Poi il direttore sanitario non intende assumersi alcuna responsabilità se non vengono colmate tutte le carenza di una messa a norma generale di tutto l’apparato sale operatorie».

E, dopo le parole di soddisfazione pronunciate durante l’inaugurazione tre mesi fa dalle istituzioni inneggianti al progresso e innovazione del nosocomio di Ortona, restano le domande di Tatasciore: «Di chi sono le responsabilità che l’abnorme caso comporta? Della ditta appaltatrice dei lavori? Del direttore dei lavori? Dei responsabili del dipartimento tecnico? Di chi aveva il compito di controllare il buon esito dei lavori? O dell’attuale dirigenza aziendale che non ha provveduto nel tempo affinchè tutti gli stadi di avanzamento di detti lavori venissero effettuati nelle norme stabilite evitando questo inconcepibile ritardo che inficia nel complesso lo sviluppo del presidio di Ortona e di conseguenza crea disagio al cittadino utente?».

m.b.  01/10/2011 8.58