Master alla Bocconi, paga tutto la Asl di Chieti

Alessandro Biancardi

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Master alla Bocconi, paga tutto la Asl di Chieti
CHIETI. Frequentare un master a Milano non è proprio una vacanza, ma se paga la Asl di Chieti tutto sommato si può fare con meno sofferenza.

I corsi di aggiornamento a spese dell’azienda sanitaria della provincia di Chieti e senza una selezione ampia sono un vizio duro a morire. Li aveva organizzati anche la precedente gestione, inviando nel 2007 a Roma (Università Cattolica) un gruppo di medici. Adesso ripete l’esperienza il manager Zavattaro, cambiando solo indirizzo: si va a Milano, alla Bocconi.

Costo a carico della Asl: 9 mila euro, comprensivi di 6 mila euro per l’iscrizione e 3 mila di spese di viaggio, vitto e alloggio. Ma c’è qualcosa che non quadra. Il tutto è contenuto nella delibera 998 del 25 agosto scorso che autorizza la frequenza del corso, intanto iniziato nel maggio precedente e per il quale la domanda di iscrizione da parte del dipendente interessato è datata 1 giugno. La richiesta alla Asl arriva il 16 giugno, con allegata tutta la documentazione necessaria per il visto di autorizzazione. Intanto il primo modulo di studio 23-26 maggio è già finito, incombono gli altri 13-16 giugno, 12-15 luglio, poi ci saranno settembre, ottobre e novembre.

La delibera di approvazione viene adottata da Zavattaro il 25 agosto e riporta il piano completo per la copertura delle spese. Non si capisce se saranno pagati anche i moduli e le frequenze prima dell’autorizzazione o se i tempi lunghi della burocrazia spiegano e giustificano la retroattività della copertura. Non si capisce nemmeno perché per frequentare il corso di aggiornamento “Executive master in management Asl” sia indispensabile andare a Milano, visto che l’università d’Annunzio ha organizzato ed organizza analoghi corsi di aggiornamento nella facoltà di Economia di Pescara, peraltro snobbati anche dal precedente manager. Preoccupa invece se le spiegazioni saranno le stesse: “si tratta di far crescere il livello professionale degli addetti ai lavori.”

Cosa che nessuno ha mai criticato come idea, ma come realizzazione. Bene ha fatto il dipendente interessato a chiedere un aggiornamento, non altrettanto si può dire di chi organizza queste trasferte di studio solo per lo staff del direttore generale. Che fine ha fatto il servizio di formazione che operava all’interno della Asl?

s. c. 30/09/2011 10.16