UdA, al via il dopo Napoleone. Appello a fare gruppo per il bene dell’Università

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3750

CHIETI. Prima un incontro con tutti gli 11 responsabili degli uffici del rettorato, poi una riunione ristretta con l’avvocato Gioia Vaccari, consulente dell’Università, per la predisposizione del bando sul nuovo direttore amministrativo della d’Annunzio.

E’ iniziata così ieri mattina l’avventura del quadrumvirato coordinato dal preside Giuseppe Paolone, un ristretto gruppo di quattro docenti di fiducia che il rettore Franco Cuccurullo ha chiamato a collaborare sul versante amministrativo dell’Università, rimasto scoperto per il licenziamento del dg Marco Napoleone. 

A sorpresa, mentre uno dei nominati e cioè Michelina Venditti sembra intenzionata a lasciare l’incarico per incompatibilità (infatti è componente del Comitato di valutazione dell’Ateneo), non sembra intenzionato a seguirla su questa strada Riccardo Palumbo, anche lui nella stessa condizione. In compenso alla riunione ha partecipato Massimo Sargiacomo, già prorettore per un mese, impallinato nella vicenda del licenziamento dei 36 docenti ordinari ed ora redivivo non si sa in quale veste. Il rettore ha ammantato di mistero tutta la vicenda ed ha lasciato a digiuno di notizie l’ufficio stampa dell’Università che fino a ieri sera non sapeva spiegare la presenza dell’ex prorettore e nulla sapeva del bando per il nuovo direttore amministrativo. Un bando che invece era già pronto, che oggi sarà rivisto e perfezionato e che sarà pubblicato entro domani sul sito dell’UdA e sulla stampa quotidiana, superati alcuni contrasti sulla durata dell’incarico. Si discute infatti se questa nuova figura dirigenziale resterà in carica solo fino al termine della gestione Cuccurullo o per un periodo più lungo. Si conoscono pure i requisiti chiesti dal bando: dev’essere un tecnico che maneggia bene le leggi e i meccanismi dell’università (qualche conoscenza dei problemi della d’Annunzio non guasta) e che magari può vantare un curriculum ministeriale. Il che ha suscitato molto interesse soprattutto negli ambienti romani del ministero che hanno seguito da vicino la corrispondenza tra Miur e UdA sul licenziamento del dg.

La decisione drastica del CdA che ha rescisso il contratto di Napoleone continua a sollevare polemiche sulla natura e sulla segretezza (difesa fino all’ultimo da Cuccurullo) del parere dell’avvocato Vaccari che ha sostenuto la nullità del contratto ed ha aperto la strada al licenziamento del dg. Se il parere è privato, cioè del rettore che lo ha commissionato e pagato per sua tranquillità, “nulla quaestio”: c’era tutto il diritto di conservarlo ben chiuso e riservato. Se la parcella è stata pagata dalla d’Annunzio, forse aveva ragione il sindaco di Chieti quando ha lamentato che non gli è stato consegnato, nonostante la richiesta di accesso gli atti. Questione facilmente risolvibile, rintracciando chi ha ordinato il bonifico con cui è stato pagato l’avvocato. Secondo chi ha potuto ascoltare questo parere letto dal rettore in Senato accademico e in CdA, tutta l’urgenza della decisione e la conclusione per la nullità del contratto dipendono dal timore – vero o presunto o ingigantito – che la Corte dei Conti potesse eccepire la regolarità del contratto stesso e richiedere al rettore la restituzione del danno economico eventualmente subìto dall’UdA. Motivazione fondata ma è  riduttivo limitare gli sprechi dell’UdA al solo dg.

Di queste polemiche però ieri non si è parlato affatto con i responsabili degli uffici del rettorato chiamati dai quadrumviri ad un primo incontro operativo. C’erano Angelica Piscione, Anna Rita Tomei, Tiziana Ferretti, Roberta Zimei, Tullia Rinaldi, Mario Castiglione, Giancarla Giovannoli, Valentina Albertazzi, Nicola Di Nardo, Paola Mincucci e Valerio Monti, un pò tesi visto il repentino cambio della guardia nella gestione dell’UdA. Ma il preside Paolone, coordinatore del gruppo di supporto a Cuccurullo, è stato molto abile a sciogliere la tensione perché ha impostato il suo discorso di presentazione al futuro e non al passato, facendo appello allo spirito di appartenenza al gruppo: «siamo tutti in un momento di riflessione, ma il rilancio della d’Annunzio è possibile con l’aiuto di tutti – ha detto il preside di Scienze manageriali – non ci sarà nessun cambiamento negli uffici e l’università non subirà nessuna conseguenza».

 Un breve cenno anche al lavoro di Napoleone di cui ha riconosciuto i meriti nella conduzione della d’Annunzio, oggi in condizioni migliori rispetto ad altri atenei. Infine l’invito ai presenti ad esporre il loro pensiero (però hanno parlato in pochi) e la promessa-impegno che analoghi incontri ci saranno anche a Pescara. Alle 14 tutti a casa, salvo il rientro pomeridiano degli uffici, con i commenti sulla mattinata e le scommesse su chi sarà il nuovo dg, ma anche sul ritorno o meno di Napoleone che tutti immaginano ormai impegnato a tempo pieno nelle sue scuderie. C’era però anche la curiosità di leggere i requisiti del bando: per il nuovo direttore amministrativo ci sarà il divieto di possedere cavalli?

Sebastiano Calella  30/09/2011 9.55