Sconti Tarsu agli agricoltori? Il sindaco:«sono benestanti non ne hanno bisogno»

Alessandro Biancardi

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MIGLIANICO. «I coltivatori diretti di Miglianico sono benestanti, non hanno bisogno di riduzioni». Sarebbe stata questa la risposta del sindaco di Miglianico ad una proposta di “Viva Miglianico Viva”.

MIGLIANICO. «I coltivatori diretti di Miglianico sono benestanti, non hanno bisogno di riduzioni». Sarebbe stata questa la risposta del sindaco di Miglianico ad una proposta di “Viva Miglianico Viva”.

Il gruppo di opposizione aveva chiesto sconti del 15% e del 10% per la Tarsu da applicarsi ad alcune tipologie di immobili ad uso agricolo e per famiglie di pensionati. Per il sindaco di Miglianico, Dino De Marco, a capo di una coalizione che comprende diversi partiti di sinistra-destra-centro, i coltivatori diretti del paese non posso vedersi applicare alcune riduzioni della Tarsu in quanto, secondo la sua dichiarazione fatta in Consiglio comunale, essi sarebbero «tutti benestanti, quindi possono pagare le tasse per intero».

«Ha risposto così», dicono gli esponenti dell’opposizione, «il primo cittadino alla proposta, formulata tramite una mozione d'indirizzo firmata dai consiglieri di opposizione Gianleo D'Ercole, Marco Almonti, Federico Anzellotti ed Amedeo Santalucia».

La proposta di “Viva Miglianico Viva”, uno dei tre gruppi di opposizione, era quella di ridurre del 15% al metro quadrato la Tarsu relativa a magazzini, tettoie e stalle di proprietà di coltivatori diretti ancora iscritti allo Scau, la stessa riduzione per le abitazioni in cui ci siano fino a due pensionati, poi il 10% in meno per le autorimesse e i sottotetti-stenditoio di tutti i cittadini. Questo perché la Tarsu viene ancora calcolata in base ai metri quadrati posseduti senza tenere conto che alcune tipologie di immobili (come per l'appunto magazzini, tettoie, stalle) non producono, a parità di superficie, la stessa quantità di rifiuti di civili abitazioni.

La ha bocciato la proposta ed ora le dichiarazioni del sindaco stano facendo il giro del paese. A bocciare la proposta anche due consiglieri di maggioranza (Renato Lamonaca ed Angelo Roscioli) che sono coltivatori diretti e imprenditori agricoli e che non hanno risposto alle affermazioni del primo cittadino. Se gli agricoltori possono pagare le tasse, anche il Comune pare abbia l’abitudine di pagare rimborsi e spese che inperiodi di magra come questo fanno specie.

«Avevamo suggerito», spiega ancora l’opposizione, «la riduzione delle spese di rappresentanza dell'amministrazione, poiché si è evidenziato che vengono sperperati diverse risorse, come un abbonamento di circa 840 euro per la tv e addirittura tra le spese risulta che questo Comune ha rimborsato 50 euro al ristorante interno del Golf Club, per le consumazioni fatte da sindaco e assessori; la riduzione del numero degli assessori da 6 a 4, nello spirito del contenimento dei costi della politica, che avrebbe portato un risparmio di circa 10.000 euro annui; verificare la possibilità di aumentare in piccola percentuale l’imposta al metro quadrato per tutti gli immobili ad uso turistico-ricettivo esistenti all’interno del campo da golf, poiché ritenuti immobili di lusso; ottimizzare le spese evitando la realizzazione di opere pubbliche “improbabili e a servizio solo di pochi cittadini».

29/09/2011 13.57