Uda: Napoleone fuori da subito, Cuccurullo da solo al timone

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Detto, fatto. Si consuma in una notte lo strappo finale ai vertici della d’Annunzio: lunedì sera il rettore Franco Cuccurullo ed il CdA della d’Annunzio stracciano il contratto del direttore generale.

ABRUZZO. Detto, fatto. Si consuma in una notte lo strappo finale ai vertici della d’Annunzio: lunedì sera il rettore Franco Cuccurullo ed il CdA della d’Annunzio stracciano il contratto del direttore generale.

Ieri mattina, invece, Marco Napoleone ha ricevuto il decreto con la comunicazione che il rapporto di lavoro è stato immediatamente risolto.

E il verbale del CdA che ha deciso lo stop al rapporto di lavoro?

«Se lo vuoi, devi fare richiesta di accesso agli atti», sarebbe stata la risposta al dg. In più Cuccurullo avrebbe già preparato l’avviso pubblico per reperire sul mercato un direttore amministrativo in grado di mandare avanti gli uffici. Una notte dai lunghi coltelli oppure la conferma che il piano “taglia dg” era stato preparato nei minimi dettagli?

Questo improvviso efficientismo per concludere il licenziamento di Napoleone, ha ulteriormente aumentato il clima di smarrimento che ieri si respirava tra gli addetti ai lavori dell’università. L’impatto della decisione del CdA è stato naturalmente maggiore tra il personale amministrativo. Ma anche i professori si domandano perché tanta determinazione del rettore contro il suo principale collaboratore che lo ha affiancato e sostenuto per anni e a cui aveva concesso anche di sfilare tra gli ermellini durante le cerimonie di apertura dell’anno accademico. Insomma in questa rescissione del contratto fortemente voluta, ma basata solo su un parere legale di parte (sarebbe interessante conoscere quanto è costato e chi ha pagato…) molti hanno percepito un surplus di decisionismo, quasi una persecuzione ad personam, come capita quando si rompono matrimoni e fidanzamenti. Non meno amareggiate le considerazioni sul comportamento del CdA, dopo che si è saputo che i 16 che hanno votato contro Napoleone (fino al giorno prima il “caro Marco”) non conoscevano il parere legale secretato e poi messo ai voti. Dall’UdA intanto non filtra nessuna notizia, né dall’Ufficio stampa - lasciato a digiuno di indicazioni - né dal sito internet dell’Ateneo, che non è aggiornato su questa vicenda.

Ora il rettore è rimasto a dirigere la d’Annunzio in solitudine dal suo ufficio al primo piano del Campus. Lo dicono immerso nei documenti che richiede in continuazione agli uffici, mentre in passato era spesso assente per i suoi impegni a Roma o a Parigi. Un certo disagio c’era ieri anche tra i supporter di Cuccurullo, che pure hanno parlato di “cambiamento epocale” da non interpretare come il desiderio del rettore di restare. E’ confermato infatti che andrà via appena tecnicamente possibile, cioè con l’approvazione del nuovo Statuto. Il che è vissuto dai suoi avversari non come una promessa, ma come una minaccia, poiché temono di ritrovare Cuccurullo nelle vesti di presidente del nuovo Consiglio di amministrazione. C’è molta tensione, infine, tra i docenti più responsabili, preoccupati dell’immagine dell’Università che la vicenda ha proiettato all’esterno e del contenzioso che si scatenerà ai vertici della d’Annunzio. Napoleone ha già chiesto assistenza legale ad un penalista e ad un amministrativista. E minaccia richieste di risarcimento  molto onerose, ben più onerose del contratto annullato, visto che in aggiunta ai danni professionali chiederà anche quelli biologici da stress. Resta comunque il mistero della fretta inspiegabile di Cuccurullo nel liberarsi del dg: è stata una corsa contro il tempo, quasi un’angoscia di lasciare il timone dell’università a Marco Napoleone in caso di suo impedimento o di una sua uscita di scena. Ora però il licenziamento ha trasformato il dg in una vittima della normalizzazione di fine mandato. Se poi è stata una resa dei conti, non sarà questa l’ultima puntata.

Sebastiano Calella  28/09/2011 10.00