Chieti, musei a rischio chiusura. Cgil:«bastano poche migliaia di euro»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «I musei di Chieti sono a rischio chiusura». A lanciare l’allarme è Andrea Gagliardi segretario generale Fp Cgil Chieti.

CHIETI. «I musei di Chieti sono a rischio chiusura». A lanciare l’allarme è Andrea Gagliardi segretario generale Fp Cgil Chieti.

Il sindacato denuncia l’impossibilità di mantenere aperti i musei archeologici di Villa Frigerj e quello della Civitella durante i giorni festivi per  carenza di personale di custodia. «Nell’incontro del 20 settembre scorso», fa sapere Gaglairdi, « il soprintendente beni archeologici Andrea Pessina ha comunicato alle organizzazioni sindacali che la chiusura è prossima e questo condannerà  a morte certa i due baluardi della cultura chietina». Un problema, quello dei musei che si trascinerebbe da almeno sei anni e che, a settembre, avrebbe raggiunto il suo acme.

«Il personale delle strutture», continua Gagliardi, «è insufficiente a coprire la turnistica necessaria. Per garantire comunque la copertura necessaria a mantenerli aperti durante i festivi, i lavoratori   hanno  volontariamente prestato servizio e sacrificio oltre il loro normale orario di impiego. Ma ora non si può più chiedere ai dipendenti di continuare a lavorare oltremodo senza che gli extra vengano loro retribuiti. Per risolvere il problema basterebbe che le istituzioni stanziassero per quest’anno 4000/5000 euro. Somma che verrebbe impiegata per pagare i lavoratori in mobilità che hanno uno stipendio di 700 euro utilizzandoli per coprire i turni festivi. Risultato? Daremmo più lavoro e salveremmo i musei».

E, sul numero di dipendenti in più da impiegare Gagliardi parla di un quindicina, non di più. In poche parole: poche migliaia di euro e pochi lavoratori in più metterebbero in salvo. Ma questo è solo uno dei problemi che riguardano i patrimonio culturale e archeologico abruzzese.

«Il ministero ai Beni Culturali»,conclude Gaglairdi, « ha tagliato i fondi persino per le trasferte degli archeologi; il che significa che non si possono fare sopralluoghi presso siti archeologici se non a spese proprie. E’per questo che facciamo appello al comune e alla Provincia di Chieti perché aprano no un tavolo di confronto per risolvere la situazione. Altrimenti non ci resterà che proclamare lo stato di agitazione e di lì il passo per la chiusura sarà breve».

24/09/2011 10.34